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Amore e Psichec 12

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Capitolo 12 – L’ordine ristabilito Roma, Piazza Vittorio Emanuele Rinvenni e mi trovai a guardare la brutta faccia di un ubriacone, che puzzava terribilmente, di alcol e altro ancora. Era chino su di me e mi aveva messo una mano sulla spalla, non so con quali intenzioni. Non avevo tempo da perdere. Era mattina e il cielo era ancora coperto, per fortuna. Come mi avevano avvertito, il giardino si stava per ripopolare di personaggi poco gradevoli. Per levarmelo di torno decisi di mostrargli per un attimo la mia vera natura: lo respinsi e mi alzai in piedi scoprendo i denti con un ringhio. L’effetto era garantito e lui scappò via con la coda tra le gambe. Io mi diressi alla cancellata e la scavalcai d’un balzo. Non ero affatto preoccupata di aver messo a rischio il segreto: L’uomo era ubriaco, e poi non credo che sarebbe andato a denunciare quello che aveva visto. Era mattina e il cielo era ancora coperto, per fortuna. Mi domandai quanto tempo avevo trascorso nel mondo degli ...

Amore e Psiche 11

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Capitolo 11 – Discesa agli inferi   Bella Un po’ come Harry Potter alla ricerca del binario 9 e ¾, mi gettai verso il centro della Porta. Passai attraverso la pietra e caddi all’interno. Era un piccolo salto, ma quando atterrai sui piedi sentii il contraccolpo e un po’ di dolore. Sono sempre una vampira qui? Mi domandai, guardandomi intorno confusa. Ciò che mi circondava aveva un aspetto irreale: il paesaggio era in bianco e nero, privo di colore, tranne quando le cose erano molto vicine. I miei occhi, umana o vampira che fossi adesso, non erano in grado di percepire appieno il mondo degli antichi dei. In lontananza si ergeva una montagna. Forse l’Olimpo? Comunque non era quella la mia meta. Dovevo andare nell’Ade per trovare il modo di chiudere la porta, questo mi aveva detto Venere tramite Il suo messaggero. Ma l’Ade è lì dove termina la vita, mi trovai a pensare. Era un’idea terribile, ma logica, e non me ne potevo liberare. Del resto, anche Psiche aveva pe...

Amore e Psiche 10

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Capitolo 10 – La Porta Ermetica     Bella     Ero arrivata a Roma. Prima di lasciare Yale avevo dedicato le ultime ore alla caccia, perché non sapevo quando ne avrei avuto nuovamente la possibilità. Se Carlisle, più di tre secoli fa, aveva trovato difficile alimentarsi, immaginavo che la situazione non fosse migliorata. Dubitavo che molte greggi percorressero ancora le strade di Roma e certo non mi sorrideva l’idea di andare allo zoo … Presi alloggio in un grande albergo vicino alla stazione e poi andai a comprare libri e guide sulla città. All’ingresso del negozio c’era un espositore di giornali e tutti avevano in prima pagina la notizia dei funerali di stato di un importante uomo politico. Niente avrebbe potuto interessarmi di meno. Tornata in albergo decisi che era una serata troppo bella per restare chiusa in camera mia. Andai quindi al settimo piano dell’Exedra, dove c’era un terrazzo, con bar e piscina. Occupai un tavolo con il mio lap...

Amore e Psiche 9

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Capitolo 9 – Il coguaro Nella tomba etrusca Edward Buio … tenebre … chiarore … no. Sto sognando … la mia Bella, il suo dolce viso   … ancora sogni. Sto vedendo i sogni di qualcun altro … Alice? Carlisle?  Sto fluttuando nell’aria, sì, sto fluttuando sopra il mio corpo, che è ancora lì, sul suo letto di pietra, disteso, immobile. Ora sto salendo sempre più in alto, verso la volta di questa … tomba. Adesso sono fuori, vedo il cielo e volo, volo … Sono arrivato … altrove. E’ un posto incantevole, la natura è intatta, profumata. Io sono accovacciato. No, sono in piedi. In piedi su quattro gambe. Il mio braccio destro è una gamba ora, coperta di pelo fulvo. La mia mano, no, la mia zampa, è armata di artigli affilati. Mi volgo, cercando di vedere di più e la mia muscolatura possente si flette, permettendomi un movimento nuovo, che mai avrei potuto fare da uomo, o da vampiro, se è per questo. Giro la testa sul collo e vedo che ho la coda. Dal resto che posso veder...

Amore e Psiche 8

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Capitolo 8 – Negoziato Volterra Edward Durante il volo verso l’Italia cerco di ignorare il senso di colpa che mi divora. Ci sarà tempo per quello, ma per adesso devo rimanere lucido e freddo. Parte del viaggio siedo accanto ad Alice, che vuole condividere le sue visioni. Penso che farle vedere almeno a me le dia sollievo, e mi faccio forza. Una è così atroce che non ne ha raccontato i dettagli a nessuno, neanche a Jasper. Siamo in un cortile del palazzo dei Volturi, segreto e invisibile dall’esterno. Ci stanno facendo a pezzi, uno dopo l’altro. Quattro guerrieri hanno immobilizzato Carlisle e lo costringono a guardare la distruzione di sua moglie e dei suoi figli. Sarà l’ultimo a bruciare sulla pira che ci ridurrà in cenere. Lui solo si divincola, mentre noi non reagiamo in alcun modo. Vedo lo sguardo di Alec fisso su di noi e capisco che ci ha avvolto in quel grigio nulla che ha il potere di proiettare. Certo, per quanto i guerrieri di Volterra siano molti più di noi...