Amore e Psiche 9


Capitolo 9 – Il coguaro
Nella tomba etrusca
Edward

Buio … tenebre … chiarore … no. Sto sognando … la mia Bella, il suo dolce viso  … ancora sogni. Sto vedendo i sogni di qualcun altro … Alice? Carlisle? 

Sto fluttuando nell’aria, sì, sto fluttuando sopra il mio corpo, che è ancora lì, sul suo letto di pietra, disteso, immobile. Ora sto salendo sempre più in alto, verso la volta di questa … tomba. Adesso sono fuori, vedo il cielo e volo, volo …

Sono arrivato … altrove. E’ un posto incantevole, la natura è intatta, profumata. Io sono accovacciato. No, sono in piedi. In piedi su quattro gambe. Il mio braccio destro è una gamba ora, coperta di pelo fulvo. La mia mano, no, la mia zampa, è armata di artigli affilati. Mi volgo, cercando di vedere di più e la mia muscolatura possente si flette, permettendomi un movimento nuovo, che mai avrei potuto fare da uomo, o da vampiro, se è per questo. Giro la testa sul collo e vedo che ho la coda. Dal resto che posso vedere capisco che sono un grosso felino, un animale da preda come quelli che un tempo cacciavo. E mi sento completamente a mio agio.

Non sono solo. C’ è una donna bellissima che mi guarda. So chi è. l’ho vista in passato, quando ero un uomo divenuto immortale e lei mi ha parlato. E’ Venere.
La mia mente si schiarisce un po’, ma sono ancora confuso. Ci sono domande che vorrei farle, ma non posso parlare. Vorrei sapere chi sono, dove è il mio vero corpo, dov’è il mio vero io. Lei deve aver sentito i miei pensieri, anche se io non posso sentire i suoi, perché mi risponde.

“Sei nel mio universo, creatura non-morta. Ho dato al tuo spirito la forza di lasciare il tuo corpo, prigioniero in un sepolcro, e di venire qui, assumendo questa forma. Non sorprenderti: in passato gli uomini primitivi abbandonavano la loro realtà, sotto l’effetto di qualche pozione e assumevano la forma del proprio totem, un animale che era importante per loro, o ne esprimeva il carattere. Nel tuo mondo eri un cacciatore e la tua preda favorita era il leone di montagna. Così, sei diventato un leone di montagna, un coguaro.”

Mi volto e vedo una altro gruppo di animali vicino a me. Sono sei, uno diverso dall’altro. E’ possibile che siano … la mia famiglia?

Venere parla ancora: “Si, anche loro hanno subito l’effetto del mio potere quando ho chiamato il tuo spirito. Vedi, ognuno di loro ha la propria compagna, mentre tu sei solo. Ora devi raggiungerla ed essere il mio messaggero. Non hai molto tempo, presto dovrai tornare indietro. Ti risveglierai ancora, ma per poco, e sono tante le cose che deve sapere perché possa percorrere la via che è segnata per lei. Saprai cosa dire, e cosa mostrare, ma non dovrai dirle altro, non penserai ad altro. Va, cercala. Usa il tuo amore per trovarla. E’ forte abbastanza. Va.”

Chiudo gli occhi e la vedo. Potrò essere ancora con lei, anche se per poco. Un’ondata di felicità mi sommerge. E’ tutto così semplice, in questa forma …
Yale
Bella

Ci sarà pur stata una lezione e io sarò stata pure lì ad ascoltarla, ma non ne ricordavo una parola. Avevo rimuginato tutto il tempo sul criptico messaggio di Alice e su cosa poteva voler dire. Era sottile, mia sorella, e avevo dovuto concentrarmi, per comprenderne le diverse implicazioni.
La parola scritta sul blocco era stata preparata in anticipo. Risigillando il blocco, aveva fatto in modo che non lo trovassi prima dell’inizio del corso, cioè dopo la loro sparizione. Quindi non dovevo sapere nulla, prima. Ciò voleva dire che la mia ignoranza avrebbe avuto effetti positivi, non negativi. Era molto frustrante, ma sapevo di potermi fidare di lei, come mi ero fidata quando era sparita da Forks insieme a Jasper, lasciandomi un messaggio altrettanto misterioso, mentre attendevamo l’arrivo dei Volturi intenzionati a eliminarci.

Allora, ricapitolando, è molto probabile che, se avessi saputo che se ne sarebbero andati, non lo avrei consentito e avrei voluto conoscerne la ragione. Solo un terribile pericolo poteva giustificare una simile scelta, e io avrei sicuramente insistito per condividerlo con loro, con Edward. Anche se non mi aveva spiegato nulla, la breve telefonata che mi aveva fatto, dopo che lui se ne era andato, era servita certamente ad evitare che cadessi nel panico e nella disperazione. Perché, se ero stata lasciata indietro … voleva dire che avevo un diverso ruolo da giocare.
Ma certo, dovevo trovarli. Lei stessa lo aveva detto.
Bene, ma mi ha anche detto di aspettare finché non fossi stata sicura di come muovermi . 

Ora, cosa so di Ecate?
Finita la lezione, raccolsi le mie cose e tornai a casa in fretta. Usando Google, cominciai a cercare informazioni su questa sgradevole divinità. Mentre leggevo, mi tornava alla mente un ricordo della mia vita umana, sbiadito, come molte di quelle memorie. Ma adesso non più.
Eravamo riuniti nel soggiorno della casa dei Cullen a Forks, qualche settimana prima del mio matrimonio. Carlisle aveva parlato di Ecate. Mentre parlava, io sedevo accanto ad Edward, le sue braccia mi circondavano ed ero un po’ distratta. Il suo odore inebriante, il pensiero della cerimonia - lo stress che la sola idea mi causava - e poi ciò che sarebbe accaduto dopo, la promessa di Edward di fare l’amore con me mentre ero ancora umana, cosa che lo atterriva, malgrado il desiderio che provavamo l’uno per l’altra, erano queste le preoccupazioni che mi riempivano la mente, mentre Carlisle parlava. 

Concentrandomi, però, riuscii a rammentare tutto. Carlisle era vissuto a Roma secoli fa, e aveva scoperto che un malvagio cardinale, adoratore di idoli insieme ai suoi accoliti, stava per sacrificare una vergine a Ecate. Era intervenuto, interrompendo il rito e salvando la vittima. Ma, per qualche istante, la dea era entrata nel nostro mondo e, furiosa, gli aveva giurato vendetta.
Era stato un istante di terrore, aveva concluso Carlisle. Poi, l’apertura tra I due universi si era richiusa e lui sperava che non si riaprisse mai più.
Ma se … ma  se per caso la connessione si fosse ristabilita, pensai, e se Ecate fosse di nuovo tra noi per compiere la sua vendetta?
E se ci fosse riuscita, e Alice l’avesse previsto?
E se … sbattei le palpebre.

Il leone di montagna che avevo visto al mattino era qui con me, accovacciato sul divano. I suoi occhi dorati fissavano i miei. E poi parlò. Nella mia mente, non nelle mie orecchie. Ma era la voce di velluto che mi aveva conquistata, la prima volta e per sempre. Edward.
“Ciao, Bella,” mi disse.

“Edward, dove sei?”

“In Italia, penso. Almeno, il mio corpo è là. Sono sepolto in una tomba etrusca, nel buio più totale. Non posso muovermi. Quello che vedi non sono proprio io. Sono … una proiezione del mio spirito. Ascolta, ho poco tempo. Ci ho già provato prima, ma sono dovuto tornare indietro. E ti devo dire tante cose. Lei vuole così. Sono il messaggero di Venere. Ti farò vedere, è più facile.”
……..
Il coguaro, no Cogward, era scomparso. Sedevo sul divano dove era stato, sopraffatta dalle visioni che avevamo condiviso. Ora sapevo perché se ne era andato, perché erano spariti tutti. Avevo visto la dea dell’amore, più bella di quanto le parole possano dire. Lei voleva che io – io – ristabilissi l’equilibrio dell’universo, alterato dalla sua persecuzione di Psiche. Che fosse avvenuto in un’altra era non aveva importanza per lei, che esisteva fuori dal tempo. Ora voleva che io - io – chiudessi la porta tra i nostri universi. Ecate allora sarebbe tornata da dove era venuta e il suo potere sul mondo degli uomini sarebbe cessato. La mia famiglia sarebbe risorta. 

Almeno, era quanto avevo capito. Ricordavo bene i miei sentimenti, quando avevo avuto il non-sogno, certamente mandato dalla stessa Venere. Psiche aveva dovuto cercare il suo amore scomparso e anche allora avevo pensato che avrei dovuto fare la stessa cosa. Ora ne ero certa.
E li avevo visti coi Volturi. Avevo visto Edward promettere ad Aro qualcosa di terribile: Alice e lui sarebbero stati suoi, se riusciva a chiudere la porta e liberarli dalla tomba in cui avrebbe aiutato a seppellirli. Avevo visto un essere umano alzare il braccio e stordirli, così che ora erano stesi nel sepolcro, come statue di pietra. Chi era quell’uomo? Un servo di Ecate?

E poi, dov’erano? Dove era la tomba e come potevo trovarla? Come liberarli, contrastando il potere di una dea malvagia? Lo sapevo, mi era stato detto. Dovevo chiudere la porta. Il senso della mia impotenza mi soffocava. Avevo bisogno d’aiuto, dovevo sapere di più …
Il coguaro apparve di nuovo, dall’altra parte della stanza, ma l’immagine si faceva sempre più sfocata e la voce di Edward era debolissima:
“Bella, devi trovare l’ingresso nel mondo degli dei. Devi scendere nell’Ade, l’unico modo di chiudere la porta si trova nell’Ade. Devi … andare … lì … “

“Aspetta, aspetta, dove è la porta?” Gridai, ma se n’era già andato.
Dove diavolo era la porta? Come potevo trovarla?
Restai immobile a lungo. Pensavo, concentratissima.
Ma, se quest’incubo è cominciato a Roma, se ho avuto la mia prima visione dopo aver letto un mito in latino, e ho capito che devo in qualche modo ripeterne la storia, … allora, allora è a Roma che devo andare!


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