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Visualizzazione dei post da agosto, 2017

Attimo fuggente 1

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L’attimo fuggente, una fanfiction di Twilight  di Laura Radiconcini  Capitolo 1 - Prologo Silenzio. Angoscioso silenzio. Sott’acqua il tempo non passa, non c’è né prima né dopo. Non c’è nulla, tranne i miei pensieri. Perché, perché non posso affogare? E’ troppo, è troppo, ne ho abbastanza! Voglio morire … voglio morire ... voglio morire … voglio … Dannata memoria, la perfetta memoria dei vampiri, Non avrò mai pace, mai.  I bambini, sempre loro. Bellissimi e abominevoli. Era necessario distruggerli, certo . Ma prima occorreva scovarli ed io, Antonio Volturi, il prezioso telepata della congrega . avevo l’incarico di farlo. Nel raggio di qualche miglio non c’era pensiero che mi sfuggisse, se prestavo attenzione, e questo mi rendeva facile trovare quel che stavamo cercando. Per uccidere, i Volturi avevano boia migliori di me, quindi distruggere i bambini immortali non era il mio compito. Dovevo assistere, però, ed entrare in gioco se incontravamo resiste...

1900 -6

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1900 - 6 … nel fiume … chissà quando … No … non sono morto, ma sono ancora nel fiume … mi fanno male la testa e le spalle. Non la schiena però … lì non sento nulla. Qualcuno mi sostiene e mi sta trasportando a nuoto … Chi? Vorrei aprire gli occhi, ma non mi riesce … c’è qualcun altro che nuota accanto a me e mi tiene la testa fuori dall’acqua …..tossisco …..respiro …   Ora non siamo più nel fiume … sono bagnato … ho freddo … qualcuno mi sta portando in braccio come un bambino … sono tanto stanco … buio … Una baracca isolata sulle Palisades dell’Hudson. 3 settembre 1900, pomeriggio Sento delle persone vicino a me, ma parlano così piano e in fretta che non capisco nulla. E poi mi scoppia la testa … una mano fresca mi tocca la fronte e qualcuno, una donna, dice con voce dolcissima: “Brucia, Carlisle, deve avere la febbre alta.” Questa voce è diversa, ma mi ricorda quella di … no, non è possibile. Apro gli occhi. Sì, è lei. O invece sono morto ed è un ...

1900 -5

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New York – Il Molo Hudson, 3 settembre 1900. 10 am Carlisle Cullen aspettava che i passeggeri scendessero dalla nave. Il cielo era coperto per fortuna: dalla fine d’agosto il tempo si era guastato e pioveva spesso. Comunque, erano venuti preparati anche al sole: lui indossava un cappello a tesa larga e i guanti, mentre Bella aveva una veletta piuttosto spessa. A maggior protezione stava anche usando il suo talento, per cui probabilmente le altre persone in attesa non avrebbero neppure notato la figura femminile al suo fianco. Bella … la decisione arrischiata di trasformarla aveva avuto un esito fortunato: una volta uscita dai tormenti della metamorfosi, aveva accettato senza eccessive difficoltà la dieta animale che lui le aveva proposto, perché trovava orribile l’idea di uccidere qualcuno per sfamarsi. Dopo pochi mesi, con gli occhi ancora rossastri, era già in grado di avvicinarsi agli esseri umani senza aggredirli. Ora le sue iridi erano dorate come quelle di Carlisle, ...

1900 -4

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1900 - 4 Rotta Genova-New York – 19 agosto 1900. Sera Dalla porta aperta del salone di seconda classe mi giungeva la melodia di un pianoforte. Mi piaceva e da bambino avevo anche preso lezioni. Ero dotato, o così mi era stato detto. Poi però la mia anziana insegnante si era ritirata, proprio nel tristissimo periodo in cui mia madre era venuta a mancare. Afflitto e distratto, papà non si era preoccupato di rimpiazzarla. E di lì a poco la politica aveva assorbito tutto il mio tempo libero. La prima volta che ho visto Bella pensavo proprio al pianoforte. L’aver volontariamente abbandonato i miei compagni anarchici mi pesava, mi sentivo vuoto e inutile. Sapevo di aver perso fin troppo tempo e di dover riprendere a studiare, ma ero indeciso e avevo chiesto a mio padre di concedermi un anno prima del college. Lui avrebbe voluto che studiassi ingegneria, ma a me non andava proprio. Erano le scienze economiche a interessarmi, perché volevo conoscere e capire meglio il nemico. ...