1900 -6
1900 - 6
… nel fiume …
chissà quando …
No … non sono
morto, ma sono ancora nel fiume … mi fanno male la testa e le spalle. Non la
schiena però … lì non sento nulla. Qualcuno mi sostiene e mi sta trasportando a
nuoto … Chi? Vorrei aprire gli occhi, ma non mi riesce … c’è qualcun altro che
nuota accanto a me e mi tiene la testa fuori dall’acqua …..tossisco …..respiro
… Ora non siamo più nel fiume … sono
bagnato … ho freddo … qualcuno mi sta portando in braccio come un bambino …
sono tanto stanco … buio …
Una baracca isolata
sulle Palisades dell’Hudson. 3 settembre 1900, pomeriggio
Sento delle persone
vicino a me, ma parlano così piano e in fretta che non capisco nulla. E poi mi
scoppia la testa … una mano fresca mi tocca la fronte e qualcuno, una donna, dice
con voce dolcissima:
“Brucia, Carlisle,
deve avere la febbre alta.”
Questa voce è
diversa, ma mi ricorda quella di … no, non è possibile. Apro gli occhi. Sì, è
lei.
O invece sono morto
ed è un angelo? Esistono, gli angeli? E’ ancora più bella di come la ricordavo,
ma è pallida, troppo pallida … sembra un angelo di alabastro.
“Sono morto?”
gracchio e l’angelo ride. Una cascata di note musicali.
“No, Edoardo, sei
vivo.”
Ma l’angelo non è
solo, c’è un altro angelo con lei, un maschio. Possibile che le creature alate
abbiano un sesso e si vestano con abiti normali? E dove nascondono le ali? Biondo,
pallido e bello, l’angelo maschio parla:
“Salve, Edoardo. Mi
chiamo Carlisle Cullen. Sono un medico e un amico di Bella.”
Un medico? Ma dove
siamo? Questo non è un ospedale. Sono steso su una specie di divano, in un
ambiente rustico e spoglio. Mi hanno tolto gli abiti bagnati e messo qualcosa
addosso che non è mio. C’è un gran fuoco che arde nel camino. Il dottore
riprende a parlare:
“Bella ha ricevuto
il telegramma e io l’ho accompagnata al molo. Quando ti sei buttato in acqua ti
abbiamo seguito e ripescato dall’Hudson. Ti sei fatto male e a rigore dovresti
essere in ospedale ma, visto che hai la polizia alle calcagna, non ci è
sembrata una buona idea.”
Tutto questo non ha
senso. Come hanno fatto a salvarmi? Hanno traversato l’Hudson a nuoto? Sono
forse campioni olimpici? E poi, come hanno potuto sfuggire alla polizia, perché
non sono stato arrestato? Agitato e confuso tento di alzarmi, ma mi rendo conto
che non posso farlo: mi dolgono le spalle, ma non la schiena, dove ho battuto.
E poi … non riesco a muovere le gambe. Panico.
“Edoardo,” dice
Bella, “non cercare di muoverti. Ti sei fatto molto male.” Mi prende la mano
tra le sue e la sua pelle è liscia come la seta, ma molto fredda. E’ la mia
Bella però, c’è tanto amore nel suo sguardo … Tuttavia qualcosa deve esserle
capitato, non è solo la sua carnagione che è diversa, anche gli occhi non sono
più di quel caldo marrone di prima, ora sono più chiari, come miele liquido. Ho
tante domande da rivolgerle che non so neppure da dove cominciare. Ma c’è
qualcosa che devo sapere subito.
“Che hanno le mie
gambe?” chiedo, già temendo la risposta. “Non le sento, non riesco a muoverle.”
Il dottore, che ha
le iridi uguali a quelli di Bella, dice qualcosa che non percepisco e lei
annuisce. La sua espressione è molto triste. Poi lui mi risponde.
“Hai battuto
violentemente la schiena e ciò ti ha procurato una lesione molto grave alla
spina dorsale. Il fatto che tu non possa muovere le gambe è una conferma,
purtroppo. Mi dispiace molto, ma anche in ospedale c’è ben poco che potrebbero
fare.”
So cosa vuole dire.
“Non camminerò più,
vero?”
E ora è il dottore
ad annuire, gli strani occhi pieni di compassione.
Chiudo le palpebre.
Non voglio più guardare Bella, se no mi metto a piangere. L’ho ritrovata o,
meglio, lei ha trovato me ed è tutto, tutto inutile. Non mi viene in mente di
chiedere altro. Tanto, a che servirebbe?
“Avreste dovuto
lasciarmi annegare,” mormoro.
Bella corre ad
abbracciarmi. La guancia che tocca la mia è molto fresca, ma ha addosso un
profumo meraviglioso, ambra, gelsomino e …
“Edoardo,
guardami,” supplica. “Ti prego, non disperarti. Avrò cura di te, ti terrò al
sicuro …”
Non mi ha
neppure chiesto perché la polizia voleva arrestarmi. Si fida di me,
evidentemente, e anche il suo amico si fida. Ma che importa, ormai? E poi, non
voglio che lei si prenda cura di me, Dio ne guardi.
“Pensi che ti
voglia caricare di un invalido?” le grido. “Puoi scordartelo, tu meriti di
meglio e io starei meglio morto. Troverò il modo.”
Bella si alza di
scatto, mentre io giro la testa verso il muro. Non si muove nulla, c’è un
silenzio così strano che devo aprire gli occhi e guardare. Lei e il dottore
sono immobili come statue, ma le loro labbra si muovono rapide e avverto di
nuovo quell’inintelligibile brusio. Poi cessa anche quello. Non sembra neppure
che respirino … finché Carlisle Cullen sospira e finalmente si esprime ad alta
voce.
“Per te lo farò.
Ma solo se Edoardo comprende ed è d’accordo.” Quindi si inginocchia accanto a
me e comincia a parlare …
Una baracca
isolata sulle Palisades dell’Hudson. 3 settembre 1900, più tardi
E’ il
crepuscolo. Ancora con gli occhi chiusi cerco di riflettere su quello che mi ha
detto. Sono cose assolutamente incredibili e tuttavia gli credo. Perché spiega
tutto, tutto ha finalmente un senso.
La mia Bella, che
pensava di avermi perduto e ha smesso di scrivermi perché fossi libero, perché
la dimenticassi. Bella, che doveva morire prima di compiere vent’anni, ma che è
sopravvissuta grazie agli straordinari poteri di questo medico soprannaturale.
L’ha salvata, perché potessimo ritrovarci di nuovo e ora si è offerto di
salvare me nello stesso modo. Ma la salvezza ha un prezzo pesante: la mia
umanità. Non mi ha nascosto la verità: dovrò combattere giorno dopo giorno
contro istinti mostruosi … ma lui c’è riuscito e anche lei lo ha fatto.
Non mi rimane
molto tempo per decidere. Ho la febbre alta e probabilmente sta per venirmi la
polmonite, ha detto il dottore – Carlisle – a causa del freddo patito e del mio
stato di debolezza. E lui non ha i mezzi per curarmi in questa baracca. Se non
accetto, forse non sarà necessaria una sedia a rotelle. Posso ben morire e
sarebbe finita.
Bella mi prende
ancora la mano tra le sue. Così fredde … non-morti
…
“Ti prego, ti prego,
Edoardo, rimani con me,“ sussurra, “non posso perderti di nuovo …”
All’improvviso
mi rendo conto di una cosa. A quest’ora dovrei essere sul fondo del fiume, cibo
per i pesci. Ma Bella mi ha tirato fuori e ora la mia vita le appartiene. In
verità era sua anche prima. No, non c’è nulla da decidere.
I miei occhio
cercano Carlisle, che attende nell’ombra.
“Fallo,” gli
dico.
Fine

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