Col cuore spezzato
Col
cuore spezzato – Una fanfiction di Twilight
di
Laura Radiconcini
Col
cuore spezzato" racconta di come Edward, durante la luna di miele, si
decida a rivelare a Bella alcuni segreti molto intimi … "Lo sai amore che,
nei primi anni che abbiamo passato insieme, se Carlisle mi avesse voluto, non
mi sarei negato a lui."
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"Vieni
per me, amore mio …" Le sue dita si muovono deliziosamente dentro di lei e
il suo pollice preme proprio … lì e Bella è sopraffatta dal piacere. Ancora una
volta. Il sorriso di Edward è trionfante e lei quasi non può credere che questo
semidio scintillante, nudo sotto il sole dei tropici, sia completamente suo, la
tenga tra le braccia e si stia dedicando al suo piacere. Ormai ha perso il
conto dei suoi … (solo pensare alla parola 'orgasmo' la fa ancora arrossire),
ma è proprio così. Come è possibile che questo sia lo stesso Edward che si
sottraeva ai suoi abbracci quando diventavano troppo appassionati? Che una
volta, sì, aveva pensato di cedere al desiderio, ma era stato fin troppo
disposto a fermarsi, quando lei aveva deciso di far proprio il suo antiquato
atteggiamento verso il sesso? Che aveva tanta paura della propria forza da aver
giurato, dopo la prima notte, di evitare i rapporti intimi, e questo solo per
alcuni irrilevanti lividi che le aveva involontariamente causato?
Ma poi
qualcosa è cambiato e ora il suo vampiro non può più fare a meno di lei. E'
mattina presto e i raggi del sole sono ancora obliqui. Gli sposi stanno sulla
spiaggia, sdraiati su teli di spugna e morbidi cuscini. Più tardi il sole
diventerà troppo ardente, le ha detto, per cui si sono immersi nelle acque
turchesi, fresche e accoglienti dopo una notte di caldo umido appena temperato
dalla sua pelle fredda, e ora lui la sta adorando … sì, è lui ad adorare lei,
trascurando il proprio piacere. Possibile che abbia ancora un po' di paura a
lasciarsi andare? Ma, ora che ha scoperto che può canalizzare altrove parte
della sua forza - come la povera testiera del letto può testimoniare - questo non
dovrebbe più essere un problema.
Le cose
tra loro sono cambiate tanto da darle il coraggio di dire:
"Signor
Cullen, così non va bene. Lei non sta prendendo nulla per sé!"
"Oh,
lo farò, Signora Cullen, ma penso di doverle qualcosa …"
"Cosa?"
"Bella,
amore mio, ti devo moltissimo (bacio), per quanto sono stato idiota (lingua
dietro l'orecchio, oddio), per quello che ti ho negato, che mi sono negato
(labbra che le succhiano leggermente la gola), per troppo tempo."
La sua
bocca le discende sul seno e questa particolare conversazione termina qui. In
breve tempo i loro corpi si congiungono, Bella sopra di lui, perché non c'è né
la testiera né alcuna altra cosa dura da stringere e rompere (beh, qualcosa di
duro c'è, ma ha altro da fare) e lui spera che questa posizione sia più sicura
per lei. La sua timida sposa di pochi giorni fa lo cavalca con impudico
abbandono, finché non vengono insieme. Il suo controllo non viene meno ed è …
Dio, è meraviglioso. Lei è meravigliosa e lo fa sentire un essere nuovo, rinato
tra le sue cosce, felice come mai aveva pensato di poter essere, un uomo, un
amante, non un assassino.
Più
tardi, perché l'ama tanto e tutte le sue inibizioni sembrano essere evaporate,
Edward pensa di doverle dir qualcosa, di darle una parte di sé che ha sempre
tenuta nascosta, a tutti, perfino a Carlisle, anzi, particolarmente a Carlisle.
"Almeno
una cosa posso affermare con certezza, non sono gay e neanche un eunuco."
"Chi
lo dice?" chiede Bella, sorpresa.
"Mah,
lo dico io. Cioè, è quello che mi sono domandato molte volte. Per lo più
pensavo di essere come un eunuco, asessuato, insomma, ma qualche volta ho
creduto di essere gay. Quando ho deciso che non lo ero, Jasper ed Emmett
continuavano a domandarselo. E anche Rose, che non poteva spiegarsi come mai io
non fossi attratto dalla sua bellezza, altrimenti. Esme pensava che Carlisle mi
avesse cambiato troppo giovane. Solo nella mente di Alice c'era sempre la
promessa che un giorno avrei trovato l'amore. E, anche se il genere di questa
persona non veniva specificato, c'è da dire che la nostra famiglia è abbastanza
… convenzionale, in materia."
"Ma
che dici?" Bella è confusa. Perché, se è vero che negli ultimi mesi era
stata sempre lei a tentare di spingere Edward oltre i limiti che si era posto,
incontrando una resistenza motivata, a suo dire, solo dalla necessità di
tenerla al sicuro, è vero anche che, più di una volta, aveva sentito tutta la
sua eccitazione, quando la stringeva a sé. Alla fine lei lo aveva convinto
almeno a tentare, mentre lui l'aveva convinta a sposarlo, prima. E il tentativo
era riuscito, oltre i loro sogni più sfrenati.
Passa
un po' di tempo e lui ha lo sguardo perso nel vuoto, il suo viso così rilassato
e bello che quasi le fa male guardarlo. Poi parla con voce sommessa:
"Lo
sai amore che, nei primi anni che abbiamo passato insieme, se Carlisle mi
avesse voluto, non mi sarei negato a lui."
Bella
sobbalza.
"Come,
tu e … Carlisle?"
Edward
fa un risolino.
"Ti
sto scandalizzando, Bella, questa non te l'aspettavi dal tuo Vittoriano, vero?
Ti debbo raccontare qualcosa. Se vuoi. Non ne ho parlato mai con nessuno prima,
ma ora mi sono dato a te completamente, e questo è parte di ciò che sono."
Mentre
parla la stringe tra le braccia, le bacia la fronte, le labbra, la gola e parla
piano, la sua voce come velluto.
"Cerca
di immaginare cosa eravamo, allora. Due persone completamente sole al mondo. Il
segreto che eravamo obbligati a mantenere ci isolava più che se fossimo stati
in un deserto. Carlisle aveva il suo ospedale, comunque, ma io cosa avevo?
Mentre le memorie della mia vita precedente si affievolivano e la sete di
sangue andava finalmente scemando un po', avevo solo una cosa: lui. Era il mio
creatore, il mio mentore, un compagno, un fratello, mi proteggeva da me stesso,
dalle voci che mi affollavano il cervello e dalla mia stessa furia, tipica dei
vampiri neonati … lui era tutto per me. Non un padre, però, quello è successo
dopo, quando sono tornato da lui.
"Sapevo
cosa era l'omosessualità. C'è sempre qualcuno tra i compagni di scuola che provvede
a informarti, normalmente con battute volgari e sottintesi riferiti a persone
ritenute tali. L'idea naturalmente mi ha scioccato, ero disgustato, come ogni
ragazzo 'perbene' del mio tempo.
"Bada,
non è che io volessi davvero avere rapporti intimi con Carlisle, non mi pareva
di provare desideri di quel genere, solo che … insomma, lui era un uomo, più
grande di me in anni umani, maturo. Come era possibile che fosse privo di
desideri carnali? Che avesse vissuto castamente per più di due secoli? Io mi domandavo
se al fondo della decisione di trasformarmi ci fosse stato quello. Che cercasse
un amante, non un compagno. Però, se voleva una amante, allora avrebbe dovuto
cambiare una donna, non un ragazzo, a meno che … Si certo, i rapporti sessuali
tra maschi costituivano un comportamento innaturale e peccaminoso -
almeno io pensavo così - ma non aveva importanza. Tanto, io ero un mostro,
dannato comunque. Avevo ucciso, una volta, nei miei primi giorni dopo il
cambiamento e mi odiavo per il piacere che avevo provato mentre prosciugavo le
vene dello sfortunato passante.
"Allora
cercai di leggere la sua mente nel profondo – in genere difendeva bene la sua
privacy, ma talora il controllo si allentava – perché volevo scoprire cosa
voleva da me. Non trovai nulla. Sì, certo, mi amava, con tenerezza e rimorso
per quello che mi aveva fatto. Non si perdonava per una scelta che riteneva
egoista e mi avrebbe dato qualunque cosa per rendermi felice, oppure meno
infelice. E, se io lo trovavo bello, anche lui mi trovava attraente … ma era un
concetto estetico, niente di più. Non avvertivo alcun desiderio sessuale.
Dapprincipio fui molto sollevato, perché sapevo che, se mi avesse invitato nel
suo letto ci sarei andato, esattamente come obbedivo alla sua scelta di
nutrirci solo con gli animali, malgrado il desiderio di sangue umano che mi
bruciava la gola. Questo glielo nascondevo, perché volevo la sua approvazione,
non avrei fatto nulla che potesse mettere a rischio il nostro rapporto."
Per un
po' Edward smette di parlare, anche se Bella capisce che non ha affatto finito.
E lei vuole che continui, perché trova straordinario il dono che le sta
facendo, una parte di sé che nessuno conosce. Anche se forse la farà soffrire
vuol sapere tutto, perché vuole tutto di Edward Masen Cullen, il suo vampiro,
suo marito.
"Alla
fine mi convinsi che la castità era doverosa, per noi. Ovviamente, era
impensabile di avere rapporti con immortali che bevevano il sangue degli
uomini, per cui avremmo vissuto su questa Terra come angeli, puri e asessuati –
beh, angeli oscuri, se vuoi, ma capisci l'idea. Insieme avremmo cercato di
restituire qualcosa agli esseri umani, che altri della nostra specie uccidevano
spietatamente. Carlisle aveva fatto della medicina la sua missione e io avrei
fatto lo stesso. Oppure, se il richiamo del sangue fosse stato troppo forte,
c'era la ricerca, o la farmacologia …
"Tutto
bene, quindi finché, all'improvviso, è arrivata Esme.
"Dapprincipio
non riuscivo a capire perché l'avesse cambiata. Era distrutta, aveva perso il suo
bambino e il marito la maltrattava brutalmente. Sarebbe stato meglio per lei se
fosse morta, pensavo. Carlisle mi aveva abilmente nascosto le sue vere ragioni
e, comunque, avevamo le mani piene. Due volte riuscì a sfuggirci ed uccise,
sprofondando poi nella disperazione . Anche Carlisle si disperava, ritenendosi
responsabile: era come se avesse ammazzato lui le due vittime, visto che
l'aveva trasformata.
"Nella
mente sovraeccitata di Esme trovai qualcos'altro, però. Aveva conosciuto
Carlisle dieci anni prima, appena adolescente, quando lui l'aveva avuta in cura
per una gamba rotta. Avevano parlato molto e il bel dottore era diventato il
suo idolo, così diverso dalla banalità dei suoi familiari. Come me, lo
ammirava, e mai avrebbe voluto deluderlo, ma invece lo aveva fatto, incapace di
dominare la sete di sangue. Visto che i suoi sentimenti erano identici ai miei,
feci il possibile per aiutarla e diventammo amici, anche perché passavamo molto
tempo insieme, quando Carlisle si sentì abbastanza sicuro da tornare al lavoro.
"Due
fratelli e un'amata sorella, dunque? No, non per molto. Il controllo di
Carlisle sulla propria mente cominciò a cedere. Un notte la stava guardando e i
pensieri che mi raggiunsero erano tutt'altro che casti e fraterni. La
desiderava. L'aveva desiderata disperatamente quando lei era umana, e la cosa
era proibita – sì, questo è quello che un vampiro 'buono' pensa, come tu sai
bene, Bella. Ora però l'impossibile era divenuto possibile.
"La
corteggiò e lei come avrebbe potuto resistere al suo fascino? In breve furono
appassionatamente innamorati. Era difficile che potessero sposarsi, però, visto
che l'orrendo marito di Esme era ancora vivo. E, per un attimo, Carlisle, il
vampiro cristiano, pensò addirittura di ucciderlo, visto che lei non si sentiva
libera di darsi a lui. Assurdo, davvero, e alla fine anche lei se ne rese conto
e diventarono amanti. Comunque, il Signor Evenson, consumato dall’alcol non
visse a lungo, così finalmente si sposarono.
"Intanto
io ero finito all'inferno. Mi sentivo messo da parte, gettato via. Non ero più
la persona più importante nella vita di Carlisle, Esme mi aveva soppiantato. Mi
vergognavo, all'inizio, e volevo tener loro nascosta la mia gelosia. Sì, era
proprio gelosia e non avrei dovuto provarla.
Ma
quando diventarono intimi fu terribile per me. Li sentivo e leggevo le loro
menti. Cercavo di distrarmi con lunghe corse notturne, cercavo di coprire i
rumori che facevano con la musica - intanto avevo acquisito un pianoforte - ma
non serviva a niente. Anche se non ero in casa quando facevano l'amore, la
memoria di quei momenti rimaneva nei loro pensieri e io allora non ero ancora
capace di chiudere le mie orecchie interiori. Così imparai tutto sul sesso,
un'educazione di cui avrei fatto volentieri a meno. Impudichi, fantasiosi …
quello che facevano mi appariva vergognoso … ma ero anche molto curioso,
ovviamente, un guardone della peggior specie.
"Io
mi odiavo e li odiavo entrambi, ma Carlisle più di tutti. Mi aveva condannato a
questa esistenza e agli istinti che l'accompagnavano, mi aveva fatto credere
che la castità era la scelta giusta per noi, ma ora lui non lo era più. E, quel
che è peggio, mi aveva costretto ad astenermi dall'unico alimento appropriato
per un vampiro. E io gli avevo obbedito, da vero stupido, pensando che in
cambio avrei avuto la sua amicizia, il suo amore. Ma ora l'avevo perduto.
"Sì,
un vero stupido, ma per altre ragioni," dice Edward prendendo il viso di
Bella tra le mani e baciandole la punta del naso, "allora ero troppo
immaturo per capire che ci sono tante specie diverse di amore e che una non
necessariamente elimina le altre."
Nella
mente di Bella compare la faccia di Jacob ed è felice ancora una volta che lui
non possa leggerle i pensieri, finché capisce che Jacob è esattamente quello a
cui Edward si riferisce e che la sua rabbia nei confronti del giovane Quileute
è passata da un pezzo.
Poi lui
riprende a parlare:
"Penso
che allora mi si sia spezzato il cuore. Un cuore immobile può ancora spezzarsi,
sai. Dovevo andare via, ogni giorno era una tortura e non sapevo per quanto
tempo ancora sarei riuscito a nascondere la mia gelosia. Per mascherarla, ho
cominciato ad provocare Carlisle su altre questioni. Ho preso di mira la
religione, deridendo la sua fede e le sue speranze di salvezza, e poi sono
passato alla nostra dieta. Ne avevo abbastanza, non ce n'era ragione, me ne
sarei andato e mi sarei finalmente nutrito come devono nutrirsi i
vampiri."
Edward
si alza.
"Andiamo
in casa, tesoro. Il sole ormai scotta e ti puoi bruciare." La prende in
braccio come una sposa, la fa sedere in cucina, poi cerca nel frigo una coppa
di frutta tagliata, avanzata dalla prima colazione e insiste per imboccarla a
mano, teneramente. Bella lo lascia fare, perché ne avverte il turbamento, ora
che è arrivato a questo punto della sua confessione. Non si è perdonato per
quanto ha fatto nei suoi anni ribelli, e probabilmente non si perdonerà mai.
Quando
ha terminato di mangiare, Edward la porta nella stanza blu e lei pensa che
potrebbe mettersi una camicia da notte, ma fa troppo caldo, così si infilano a
letto nudi come sono e lui l'abbraccia da dietro, offrendole il fresco conforto
della sua pelle. Però, è anche un modo di evitare che lei lo guardi in faccia.
"Quello
che è successo dopo lo sai " continua lui, "sai che sono diventato il
mostro che avevo scelto di essere, con l'unica attenuante di poter identificare
e scegliere criminali per i miei pasti.
"Più
continuavo ad uccidere, più ero infelice. Mi alimentavo con la feccia della
società ed era come un veleno … alla fine anche il piacere del sangue cominciò
a indebolirsi. Bada, non subito. Al principio mi sentivo come un supereroe: ero
forte, invincibile e potevo dispensare la giustizia molto meglio degli esseri
umani, così inefficaci … io sapevo con certezza che le mie vittime erano
colpevoli e meritavano la morte.
"Ciò
che non sai, ciò che ho scoperto allora, è l'effetto che il sangue umano ha su
di noi. Spesso ci causa una forte eccitazione sessuale - anche quello animale
lo fa, ma meno - ed è quello che mi succedeva; poi rimanevo in quello stato a
lungo, visto che ero troppo pudico per prendere – diciamo così - la situazione
in mano."
Dio,
sta parlando di masturbazione, un cosa cui non ha mai accennato, prima. Bella è
arrossita ma è anche curiosa … vorrebbe chiedergli qualcosa, se trovasse il
coraggio di farlo, ma Edward continua a raccontare:
"Vedi,
gli esseri umani che cacciavo erano tutti maschi. Non c'è dubbio che donne
perverse esistano, ma evidentemente non vanno in giro per le strade, per lo
meno non ne ho mai incontrata una che mi sembrasse meritare la morte. Più che
altro, erano vittime di uomini brutali. Ma allora, se le mie prede erano uomini
e avevano quell'effetto su di me, forse ero davvero gay. Non ero completamente
convinto di quello che il mio corpo sembrava dirmi, ma, dopotutto, che ne
sapevo? Così ho deciso di tentare ed esserne certo."
Bella
trema, e non può nasconderglielo. Davvero, davvero lui ha …. ?
Le sue
braccia si muovono, girandola, così adesso sono faccia a faccia. E sta
sorridendo, un sorriso malizioso.
"Preoccupata,
tesoro? Va bene, ti racconto come è andata.
"Certo,
non sarei andato con un essere umano, perché lo avrei sicuramente ucciso,
prima, durante o dopo e, se fosse stato una persona perbene non dovevo farlo,
mentre, se fosse stato malvagio, non ne sarei stato capace. Disgustoso.
"Ci
sono vampiri gay, ovviamente. Dato che le preferenze sessuali variano, i
Volturi ne usano alcuni come esche, per attrarre le prede a Volterra. Mi capitò
di conoscerne uno a New York, dove era venuto in missione e ora aspettava di
prendere la nave che lo avrebbe riportato in Italia. Per farla breve, ci siamo
incontrato per caso e riconosciuti come immortali. Dato che aveva bisogno di
cacciare prima di imbarcarsi, gli ho proposto di accompagnarlo, senza dirgli
che sapevo leggere le menti e me ne servivo per scegliere le mie vittime. I
Volturi sanno del mio talento solo perché sono stato così sciocco da andare da
loro. No, gli ho semplicemente detto che conoscevo il territorio meglio di lui,
il che era vero. Era molto attraente, sicuro, tutte le esche lo sono e potevo
vedere che gli piacevo. Comunque, incontrammo due sicari della malavita, di
ritorno da un loro incarico e con la mente piena di idee sul come spendere il
compenso mal guadagnato. Non arrivarono mai allo speakeasy cui erano diretti.
"Li
trascinammo in un magazzino abbandonato e li svenammo. La familiare eccitazione
si fece sentire e il vampiro italiano mi si avvicinò, mettendomi un mano
sull'inguine, mentre pensava a tutto ciò che voleva farmi o che avrebbe voluto
facessi a lui, e … la mia erezione si abbatté di colpo, non potevo, non volevo
fare niente di simile. Mormorai una scusa e fuggii. Non proprio gay,
dunque.
"Alla
fine mi convinsi che gli stimoli che provavo erano solo un effetto collaterale
della caccia, una semplice reazione fisica, nulla che potesse finire in un
rapporto sessuale. No, decisamente ero come un eunuco, neutro, destinato a
rimanere solo per sempre, a meno che …
"La
verità è che Carlisle mi mancava e, dannazione, mi mancava anche Esme. Certe
cose che avevo visto nella mente della gente da quando me ne ero andato mi
sembravano ben più gravi di quanto avessi involontariamente percepito della
loro intimità. Mancanza di rispetto, violenza, crudeltà, stupro perfino. Davvero
c'era molto di peggio al mondo.
"In
più, quello che stavo facendo era disgustoso. Ero un mostro ipocrita, un avido
ghiottone, certo non migliore di quelli a cui davo la caccia. E, se io ero
certamente dannato, li dannavo insieme a me. Uccidendoli, assicuravo che
nessuno di loro avesse la possibilità di redimersi. Mai.
"Anche
l'eccitazione sessuale che spesso seguiva la caccia era vergognosa. Dovevo
fermarmi, volevo fermarmi … e alla fine mi sono fermato, ricominciando a
nutrirmi del sangue degli animali.
"Quando
I miei occhi cambiarono colore mi sentii pronto a tornare all'unica famiglia
che avevo, se erano disposti a riprendermi. E loro mi accolsero a braccia
aperte. Confessai a Carlisle i miei peccati e cercai di spiegare le ragioni del
pentimento, sorvolando sugli aspetti sessuali. Del perché me ne ero andato non
parlai affatto e lui non me lo chiese. A entrambi la parabola del figliol
prodigo sembrava molto pertinente. Carlisle era cambiato, il matrimonio,
evidentemente gli si confaceva, e ora era più sereno, più affettuoso e anche
molto più autorevole, se è possibile. Quasi senza accorgermene scivolai nel
ruolo di figlio, persino consentendo che Esme si comportasse da madre con me.
Mi sentivo amato, e questo mi confortava, almeno un po'.
"Di
lì a poco la famiglia cominciò a crescere: Rosalie non era la donna per me,
quello fu un vero errore da parte di Carlisle, poi arrivò Emmett, probabilmente
il vampiro più felice al mondo, che allietava la nostra esistenza coi suoi
scherzi e la sua bontà … Infine, Alice e Jasper ci raggiunsero. Con loro
stabilii subito un forte legame emotivo: i nostri talenti ci rendevano diversi
e ci capivamo alla perfezione.
"Uno
dei nostri periodici traslochi ci portò in Alaska e lì incontrai Tanya, una
vecchia amica di Carlisle e che, con le sorelle, condivideva la nostra dieta.
Lei era molto attratta da me e tutti speravano che avessi trovato almeno
un'amante, se non un'eterna compagna, visto che la mia esistenza, solo tra
coppie appassionate, non era certo facile.
"Beh,
amore, tu l'hai conosciuta e hai visto che è molto bella, per cui decisi di
permetterle di sperimentare le sue arti su di me. Lasciai che si prendesse
delle libertà, che provasse a … svegliarmi. La mia mancanza di reazione è stata
spettacolare, qualcosa che a una succuba capita molto di rado. Estremamente
delusa, mi lasciò perdere, convinta che mi mancasse qualcosa di essenziale e
che fossi destinato a non trovare mai una compagna. E' per questo che ha
reagito molto male quando invece questa compagna l'ho trovata, e umana, per di
più."
Bella
si è irrigidita quando Edward ha cominciato a parlare di Tanya. Stranamente,
sentirlo raccontare di come avesse ucciso due gangster a New York – lui ha
sempre evitato di darle i dettagli del suo violento passato – l'ha lasciata
sostanzialmente indifferente. Tanya, invece … Nella sua ingenuità aveva preso
alla lettera le parole: 'le ho fatto capire di non essere interessato', come
aveva detto Edward. Ora però si rende conto che tale 'comprensione' era basata
su fatti concreti, che la puttana gli aveva messo le mani addosso, lo aveva
baciato, toccato intimamente. Un'ondata di gelosia la travolge, stenta a
controllarsi e lui capisce benissimo cosa prova.
"Perdonami
Bella, ma non ti dirò bugie. Mai più. Questo patetico esemplare di vampiro è
ciò che ti è toccato, e non puoi cambiare il suo passato. E' quello che faremo
del futuro che conta."
Con
baci e carezze dolcissime riesce a calmarla. Non del tutto, però. Stranamente,
il pensiero delle libertà che Tanya si è presa con Edward ha anche un altro
effetto su di lei. Guarda il suo braccio, che le posa lievemente sul seno e la
peluria color bronzo che gli ombreggia il polso. Se lo porta alle labbra, e lo
bacia. Mm, peli lievi come seta. Ci alita sopra e lo sente rabbrividire. Il desidero
la prende e sa che lui lo avverte benissimo … può persino annusare …
Ma
Edward la allontana gentilmente da sé.
"Bella,
lasciami parlare … ho quasi finito e ne ho bisogno."
"I
miei anni da assassino mi avevano lasciato un segno indelebile. Mi maceravo nei
rimorsi e tuttavia avevo visto quello di cui gli esseri umani sono capaci e ciò
non me li rendeva particolarmente cari. Per cui facevo quello che ci si
aspettava da me, ma senza interesse. Ho preso due lauree in medicina e non le
ho utilizzate. Suonavo il piano e componevo, ma non ho fatto nulla per far
conoscere il mio lavoro al di fuori della famiglia. Era pericoloso e non ne
valeva la pena. Negli ultimi anni ho quasi abbandonato la musica. Sì, ho
studiato, ho imparato molte lingue, sono andato alle superiori e all'università
tante volte … ho anche viaggiato e ammirato la natura e le opere d'arte, ma era
come se le guardassi attraverso un vetro. Non appartenevo a quella realtà ma ad
un'altra, più oscura.
Ad
essere sincero, ci sono anche stati momenti buoni, momenti di felice
interazione tra me e i miei familiari … ma poi qualcosa mi ricordava sempre che
ognuno di loro condivideva l'amore di una persona e io ero solo. A volte mi
domandavo come avrei fatto ad andare avanti così per l'eternità …
La voce
gli si spezza. Bella sa dei suoi ultimi anni, così tristi, e le viene da
piangere, finché lui non le asciuga le lacrime coi baci
"Edward,
dice, ripetendo le sue parole, "Il passato è passato, conta solo quello
che faremo del nostro futuro." Si abbracciano stretti e l'ombra plumbea
che lo opprimeva comincia a dissiparsi: Bella è qui, con lui, per sempre.
Ora che
sembra rasserenato, almeno un po', Bella si ricorda l'inizio della
conversazione e, dato che i pregiudizi le fanno orrore, si sente obbligata a
dire:
"Guarda
che non c'è niente di male ad essere gay."
"Hai
ragione, naturalmente," Edward conferma, "solo che c'è voluto un po'
di tempo perché me ne rendessi conto. Però, non sei contenta che io non lo sia,
e non sia neppure neutro?"
Dal
momento che due mani fresche ora le stanno esplorando il seno, carezzandolo,
premendo I capezzoli con i pollici, Bella vorrebbe rispondere ma può solo
gemere. Realizzando un fantasia su cui si è più volte soffermato, Edward la fa
sdraiare prona, con un cuscino sotto l'addome e poi la penetra da dietro. Con
una mano si aggrappa alla testiera, che si spezza ancora in più punti, e poi si
lascia andare – un poco – quasi sopraffatto dal piacere di questa nuova
posizione. Dio, si sta comportando come un animale, ma … lei sembra gradirlo.
Molto.
Dopo,
profondamente soddisfatti, restano abbracciati e silenziosi, sinché lui non
dice:
"Pensa
se per caso avessi già trovato la mio compagna … o il mio compagno, quando sei
arrivata a Forks. Credimi, amore, il tuo primo giorno di scuola sarebbe stato
anche l'ultimo. Di sicuro, mentre guidavo verso Denali come un pipistrello
scappato dall' inferno, già sapevo che eri la donna che attendevo da sempre e
che non potevo ucciderti, per quanto ferocemente desiderassi il tuo
sangue."
Edward
trema, mentre ricorda l'irresistibile sete che Bella gli provocava. Alice
l'aveva vista svenata e morta più di una volta, e non aveva potuto nascondergli
le sue visioni.
"Oh,
ma sono stato un bastardo ostinato, non è vero? Anche dopo che avevamo scoperto
di amarci, non potevo credere che davvero fossimo destinati ad rimanere insieme
per sempre. No, ero troppo pericoloso, ti stavo rubando la vita, per questo ti
ho lasciato. E dopo, quando ho creduto che fossi morta, di nuovo mi si è
spezzato il cuore. Ma tu mi hai salvato, mi hai perdonato per quello che ti
avevo fatto e tuttavia ..
"Cosa?"
Chiede Balla, perché lui ha smesso di parlare.
"Non
ero in grado di gestire i miei desideri." Mormora lui, a voce così bassa
che quasi non si sente.
"Dapprincipio,
quando ti ho conosciuta , non capivo quello che mi stava succedendo, desiderio
di sangue e desiderio carnale erano completamente intrecciati ed ero sicuro
che, se avessi allentato il mio controllo anche di pochissimo, ti avrei prima
presa con la forza e poi uccisa."
"No,
non l'avresti fatto." Ribatte Bella, come gli ha ripetuto infinite volte.
"Ma
era così difficile dominarmi … anche quando, dopo Volterra, non volevo più bere
il tuo sangue. Volevo te, invece, ma avevo paura di farti del male … e che la
mia violenza ti disgustasse. Asessuato io? Con te mi sentivo completamente
maschio e completamente eterosessuale. Mi domando ancora come ho fatto a
giacerti accanto, notte dopo notte, resistendo i miei impulsi e frustrando i
tuoi, così naturali. Prima di arrivare da te e all'alba, quando tornavo a casa
io ..io ... " Edward si rende conto di cosa sta per dirle, ma deve farlo.
Non ci saranno più segreti tra loro, mai più.
"Io
dovevo trovare sollievo da solo. Qualche volta anche durante la notte, mentre
dormivi."
La
reazione di Bella lo sorprende: sorride.
"Da
solo, eh? Sai, io pure lo facevo … beh, non ogni giorno, ma quando eri a
caccia, per esempio. Fantasticavo su di te, ti immaginavo come implacabile
predatore e … quasi impazzivo dal desiderio."
Di
questo, qualche volta lui si era reso conto e si era detestato, per non essere
capace di darle quello che voleva, quello che anche lui voleva, dannazione, per
cui lei aveva bisogno di … Che idiota era stato. Davvero le aveva imposto la
condizione di sposarlo, prima, per obbedire al suo antiquato puritanesimo?
Forse no, forse era stata soprattutto una tattica dilatoria. Aveva tanta paura
di lasciarsi andare … idiota.
Si
guardano, estatici. Quella paura è andata via. Per sempre.
Sdraiato
nudo al suo fianco Edward è perfezione incarnata. La sua bella verga, una parte
di lui che Bella tende ad adorare, in questo momento è … in riposo, la punta
placidamente appoggiata sulla coscia, e le fa tenerezza. La vorrebbe coccolare
e deve resistere all'impulso di toccarla, perché, se lo facesse, diverrebbe
immediatamente eretta, la sua condizione abituale quando sono insieme. I
vampiri hanno tempi di recupero brevissimi, ha scoperto. Va bene, un giorno li
avrà anche lei, almeno lo spera.
Tuttavia
c'è qualcosa che deve chiedere, una curiosità che deve essere soddisfatta.
"Mi
farai vedere?"
"Cosa?"
"Quello
che facevi, quando eri solo e pensavi a me." Maledetto rossore.
"Sì."
risponde Edward, sentendosi incredibilmente liberato. Niente di quello che può
fare a Bella, con Bella e di fronte a Bella lo farà più vergognare. E' suo, a
sua totale disposizione.
Come
lei lo è per lui, per cui aggiunge:
"Se
anche tu mi farai vedere."
"Sì."
Sussurra lei.
"Ma
non adesso."
"No?"
"Dovresti
fare un sonnellino. Mentre dormi, ti preparo il pranzo." Bella vorrebbe
protestare, ma Edward ha ragione. Si sente stanchissima e lui evidentemente
conosce il suo corpo meglio di lei. E così si addormenta, immersa nel suo
amore. In effetti dorme molto più del solito, da quando sono arrivati
sull'isola …
FINE

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