1900 -1




1900 -1 - una fanfiction di Twilight

di Laura Radiconcini



Sintesi: Uno studente italiano, temendo di essere ricercato per un delitto che non ha commesso, torna clandestinamente negli USA, paese in cui era cresciuto e da cui era dovuto partire due anni prima. Lì aveva lasciato la ragazza che amava, che da tempo però non rispondeva più alle sue lettere …



1900 Capitolo 1



Una baracca isolata sulle Palisades dell’Hudson – 2 aprile 1899



La ragazza si contorceva per l’atroce dolore, consumata dalle fiamme della trasformazione.

“No noo, …  basta, aiuto … basta …. Papà. dove sei? Dov’è mio padre, cosa mi succede … cosa? Basta, Dio ti prego, basta ….

Farfugliava,  le parole sempre più inintelligibili, ora grida, ora lamenti, il viso arrossato, bagnato di pianto …

Accanto a lei, il vampiro responsabile di averle causato tanta sofferenza la guardava, angosciato e impotente, domandandosi cosa  fare per darle un qualche sollievo. Ma in realtà non c’era niente che servisse davvero, fino a che la metamorfosi non fosse stata completata. Lo sapeva bene, lo aveva visto succedere molte volte quando viveva in Italia, anche se lui non aveva mai cambiato nessuno, prima, e ora era pieno di dubbi e di vergogna. 


Dopo averla morsa era stato quasi sopraffatto dal dolce sapore del suo sangue ma, in qualche modo, era riuscito a fermarsi e a chiudere la ferita, lasciando che il veleno che le aveva iniettato facesse il suo corso. Ma perché l’aveva cambiata? Sicuro, la conosceva. Come medico l’aveva avuta in cura dopo un incidente: un polso che sembrava fratturato, ma che invece era soltanto slogato. In quell’occasione aveva avuto modo di apprezzarne la personalità. Era coraggiosa e la sua prima preoccupazione era stata quella di tranquillizzare il padre, agitatissimo.


Il fatto che i suoi pazienti talora morissero era normale però e, anche se dispiaciuto, se ne faceva una ragione. Questa volta, invece … stava godendosi una passeggiata prima di iniziare il turno in ospedale quando aveva udito gli spari. Si era precipitato in direzione del suono e li aveva immediatamente riconosciuti. La ragazza era priva di sensi, mentre l’uomo – in fin di vita – era ancora in sé. E gli aveva chiesto, o meglio, ordinato, di non badare a lui – sapeva di avere i minuti contati, ma di cercare salvare sua figlia.


“Non la faccia morire, dottore, faccia qualunque cosa … qualunque cosa …“ aveva gridato. Certo, non poteva sapere della sua natura e del potere del suo veleno. Tuttavia quell’appello disperato di un padre morente gli aveva trapassato l’anima. Dopo un rapido esame si era reso conto che anche la ragazza era condannata e nessuna cura avrebbe potuto salvarla. Purtroppo i suoi sensi soprannaturali non si sbagliavano mai. Qualcosa lo aveva allora spinto a fare l’impensabile: aveva preso il fragile corpo tra le braccia ed era corso via di lì, muovendosi a velocità di vampiro non appena si era sentito sicuro di non essere visto. Lei respirava ancora quando erano arrivati alla baracca sulle Palisades dell’Hudson. L’aveva scoperta mentre andava a caccia su quei monti impervi: un piccolo edificio in rovina presso una delle tante cave abbandonate. Isolato e difficile da raggiungere, sembrava il posto giusto per portare a termine quello che aveva così impulsivamente deciso.


Di sicuro non avrebbe più potuto tornare all’ospedale, ora. Doveva reinventarsi una nuova vita, più presto di quanto non avesse previsto e con una vampira appena creata di cui occuparsi. Sarebbe riuscito ad indirizzarla nella giusta direzione, a farle condividere le sue scelte? E, se avesse avuto successo, cosa sarebbe diventata per lui? Un’amica, una … compagna? No, non credeva che lei potesse essere questo per lui. Se ne sarebbe accorto, altrimenti l’istinto gli avrebbe detto subito che lei era la donna a lui destinata per l’eternità. Forse … una sorella, oppure una figlia.

 Ma almeno, non sarò più solo, si disse, riconoscendo che anche l’egoismo aveva avuto parte nella sua decisione.

Dopo un periodo di relativo silenzio, rotto solo da gemiti sommessi, d’improvviso la ragazza gridò di nuovo. Era un nome maschile, un nome italiano.



 (Continua)

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