Amore e Psiche 7
Capitolo
7 - Bugiardo
Yale anno 200..
Edward
Quelli della nostra specie non possono
dormire ma, quando siamo davvero rilassati, cadiamo in una specie di leggero
trance, molto piacevole. E’ quello che Bella sta provando, mentre giace
soddisfatta tra le mie braccia. Vorrei che fosse così anche per me. Comunque,
resto completamente immobile, perché non voglio tradirmi mentre ricordo, attimo
per attimo, la notte trascorsa, forse la nostra ultima notte.
Oh Dio, ti prego, non l’ultima notte …. Non
ne avevo mai abbastanza e la sua passione corrispondeva alla mia. Ci siamo
divorati e poi ci siamo adorati. La vedo sopra di me, mentre viene, gridando il
mio nome. Mi vedo a prenderla da dietro come un animale … un animale che lei
ama, perché ama tutto di me. Poi abbiamo rallentato, e abbiamo usato solo le
labbra, lentamente, estaticamente. E’ stata una notte lunghissima, che è
passata in un attimo.
E ora ho un’eternità per pentirmi delle mie
bugie. O forse no, non ho più l’eternità davanti a me.
Le ho mentito per la prima volta in tanti
anni e ora sto per lasciarla, la cosa che avevo giurato di non fare mai più.
Non c‘è perdono per questo, neanche se dovessi sopravvivere. Le ragioni del mio
comportamento potrebbero apparire giustificate, ma ci distruggeranno. Potevo fare
altrimenti? Se le dicessi la verità, lei vorrebbe seguirmi. Invece, se rimane
da sola, può sopravvivere. So che questo non le importerebbe, come non
importerebbe a me, ma Alice pensa che lei, e lei sola, può salvarci tutti. C’è
una visione a confermarlo. No, non esattamente una visione. E’ stato qualcosa a
cui non potrei credere, se non l’avessi visto con i miei occhi, se non
l’avessero visto i miei familiari. Questo ci ha dato speranza, ma
l’avvertimento era chiaro. Bella non doveva sapere. E così è cominciata la mia
discesa all’inferno.
Ho cominciato a mentire dopo una telefonata
di Carlisle. Nostra figlia si era appena sposata con Jacob ed era partita per
un lungo viaggio di nozze e noi eravamo già a Yale, per mettere a posto la casa
dove avremmo vissuto mentre seguivamo un corso di letteratura classica.
Carlisle mi ha chiesto di partecipare ad una riunione di famiglia, ma non avrei
dovuto portare Bella. Io ho protestato, ovviamente, ma lui ha aggiunto che
Alice aveva avuto visioni terribili e che, se Bella veniva con me, avremmo
probabilmente cessato di esistere. Se non veniva, invece, c’era una
possibilità. Lo sentii così preoccupato che dovetti acconsentire per forza,
mentre io stesso venivo sopraffatto dall’angoscia.
Mi sono inventato la necessità di mettere
una firma su un documento riguardante una certa proprietà immobiliare. Bella
sapeva quante ne abbiamo, sparse qua e là in America e altrove, per cui non si
stupì. Mi lasciò andare tranquillamente, contenta di rimanere a lavorare sulla
casa. Esme le aveva dato molti suggerimenti e lei voleva metterli in pratica.
Quando fummo riuniti, Carlisle ricordò
brevemente cosa era successo a Roma più di tre secoli fa; poi ha passato la
parola ad Alice. Mentre parlava, condividevo con lei le terribili visioni che
descriveva, paralizzato dall’orrore.
Anche se non erano stati sempre presenti
all’inizio, ora i Volturi lo erano. Demetri, accompagnato da Felix e da Alec ci
seguiva e ci rintracciava ogni volta, separati o insieme che fossimo. Non
c’erano lotte o altri atti di violenza, perché con loro c’era un umano, un tipo
insignificante trai i quaranta e i cinquanta che, in ogni visione, veniva
avanti tremando, alzava un braccio... e tutto diventava tenebra. Nelle visioni
in cui Bella era presente il suo scudo mentale non serviva a proteggerci,
sprofondavamo ugualmente nel buio.
Alice non sapeva cosa ci accadeva, anche
lei vedeva solo oscurità. Poi, c’era una nuova visione. Eravamo tutti a
Volterra davanti ad Aro, ma questa volta Bella non era presente.
“Sembrerebbe che ci stiamo consegnando volontariamente,”
osservò Jasper.
“Sulle mie ceneri!” Ruggì Emmett.
“Oh sì, possiamo benissimo finire tutti
smembrati e bruciati,” disse Alice con voce secca, “ho visto anche quello. Ma
ho altre cose da raccontarvi.” Mentre parlava la sua mente mi mostrò la nostra
discesa in un sepolcro sotterraneo, accompagnati da Aro e dai suoi guerrieri.
Anche l’umano delle visioni precedenti era con noi. Ci siamo distesi sulle
lastre tombali mentre l’umano alzava il braccio e, anche in questo caso, tutto
si faceva buio. Anche qui, Bella non c’era, e per questo il mio spirito era un
po’ più leggero.
Poi la scena descritta da Alice cambiò
ancora. Bella camminava in una città che sembrava Roma, come Carlisle ci ha poi
confermato. Era notte e lei superava d’un balzo una cancellata ed entrava in un
giardino bagnato dalla pioggia. Si fermava davanti ad un muro di mattoni, dove
era incastrata una porta di pietra, circondata da lastre di marmo piene di
simboli ed iscrizioni. Sembrava recitare qualcosa e infine, con la mano destra,
toccava una delle lastre, che portava inciso il simbolo del genere femminile.
La visione cessava bruscamente.
“Alice ed io ne abbiamo discusso tante
volte, disse Carlisle, ma sembra proprio che Bella venga a cercarci in Italia.
Potrebbe essere la nostra unica speranza, se non la prendono. Ma se è con te,
Edward, Demetri la troverà ….” Nella sua
mente risuonavano le stesse parole che mi stava dicendo, e non avrebbe voluto
dirmi. “Figlio mio, non so come
chiedertelo, ma tu la devi lasciare, sai che quando è sola non è
rintracciabile. Anzi, sarebbe meglio che nessuno dei Volturi venisse negli
Stati Uniti a cercarci. Dobbiamo andare noi da loro, come Alice ha visto.”
Le sue parole non mi convincevano affatto,
non avevano senso. Bastava che Aro mi sfiorasse la pelle e avrebbe saputo dove
trovare Bella. E lo avrebbe fatto, se – come Carlisle sembrava credere – aveva
deciso di aiutare Ecate a vendicarsi. Sì, Bella sarebbe stata trovata, a meno
che non lasciasse Yale e sparisse. Ma chi le avrebbe detto di fuggire,
nascondersi, e poi venire a cercarci, se noi ce ne fossimo andati senza
spiegazioni? E come avrebbe fatto a contrastare il malvagio potere di quella
dea terribile? Chi le avrebbe dato la forza per farlo?
Contemplando la nostra rovina pensavo a
come i pochi felici anni che avevamo trascorso fossero passati in fretta, quasi
uno scherzo crudele. Immaginavo la sua disperazione, il suo sentirsi tradita e
ingannata … No, meglio finire insieme, sapevo che quella sarebbe stata la sua
scelta.
Alice gridò, indicando il muro in fondo
alla stanza. Questa non era una visione che io, e io soltanto, potevo scorgere
nella sua mente. Tutti stavamo vedendo la stessa cosa. Paralizzati guardavamo
la bellissima donna che ci era apparsa davanti. Le vampire sono creature stupende,
ma nessuna di loro poteva essere paragonata a questa incredibile bellezza. E
c’era qualcosa di ancora più sorprendente.
Io la vedevo, ma quello che vedeva
Jasper era leggermente differente, e così Carlisle e tutti gli altri. Nella
mente di ognuno l’apparizione presentava qualcosa di diverso, come se a
ciascuno lei offrisse l’immagine perfetta per quell’individuo, e quello
soltanto. Così cambiavano il colore dei capelli o degli occhi, le proporzioni
del volto e del corpo perfetto, coperto da una tunica splendente. Io sapevo chi
era: se l’ingresso tra il nostro universo e quello degli antichi dei era stato
aperto, come pensava Carlisle, e loro potevano interagire con noi, questa donna
incantevole poteva solo essere, anzi era Venere, dea dell’amore.
L’apparizione tuttavia era leggermente
sfocata. Venere non era veramente qui, i quadri sul muro erano ancora visibili
dietro il suo corpo. Sorrideva, e la stanza era piena di luce. “Benvenuti alla mia presenza, creature
non-morte,“ disse, o cantò, non so bene, come non so che lingua parlasse,
ma le parole risuonavano chiare nelle nostre menti. Altre immagini ci colpirono
e vedemmo noi stessi appassionatamente allacciati ai nostri compagni e alle
nostre compagne. “Si, voi venite spesso
ad adorare presso i miei altari, e questo mi dà gioia, come il fatto che voi
evitiate di procurare ad altri dolore e morte.” Poi i suoi occhi si
posarono su di me e sentii la forza del suo potere. “Quella che ami e che non è qui, permetterà che io ripari i miei
errori. Un tempo ho perseguitato la donna mortale che mio figlio amava. Ero
gelosa, e per questo ho negato la mia stessa natura, che mi impone di
proteggere e aiutare gli amanti. Attraverso la tua donna io ristabilirò
l’equilibrio che la mia intemperanza ha alterato. Giove ne sarà contento e
finalmente mi perdonerà”.
Venere sorrise ancora, e proseguì. “Tu stai per sparire dalla sua vita e lei
dovrà cercarti, come Psiche ha cercato mio figlio, quando lui l’ha lasciata.
Devi accettarlo e obbedire al destino, confidando nella forza del suo amore,
che le permetterà di salvare te e i tuoi. Per farlo, dovrà chiudere l’ingresso
tra il vostro universo e il mio. Dovrà farlo da sola, perché deve essere messa
alla prova, ma io l’aiuterò, le manderò una guida.”
Le sue parole mi riscossero dallo stupore,
confermando le mie peggiori paure. Dovevo lasciare Bella.
Venere non disse altro. La sua immagine si
fece sempre più debole e poi scomparve del tutto. Restammo in silenzio per un
po’, cercando di comprendere quello che avevamo visto. “Edward …” cominciò a
dire Carlisle, ma io lo interruppi. “Lo so, lo so, ma non credo di poterlo
sopportare.”
“Non è solo perché Bella può salvarci,”
continuò mio padre, ”ma è anche perché non possiamo permettere ad Ecate di
prevalere e rimanere nel nostro mondo. Quella porta deve essere richiusa”. La nobiltà delle sue parole mi tolse ogni
difesa, e abbassai il capo. Discutemmo ancora, ma alla fine anche i miei
fratelli e le mie sorelle si rassegnarono all’inevitabile, con diversi livelli
di rabbia impotente.
Tornai da mia moglie e continuai ad
ingannarla. Intanto, aspettavamo che Alice ci dicesse quando sarebbe venuto il
momento di partire per l’Italia. Stava monitorando i Volturi per capire a che
punto si sarebbero mossi per aiutare Ecate a vendicarsi di Carlisle e di tutti
noi.
Ieri Alice mi ha chiamato e oggi lascerò
Bella, all’improvviso e senza spiegazioni, sperando che questa sia la strada
per la nostra salvezza. Ho difficoltà a crederlo e penso di non meritare di
essere salvato. Anche se il cuore di Bella non batte più, può essere spezzato e
io sto per farlo. Ho deciso di farlo, ma non me lo perdonerò mai.

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