Attimo fuggente 8
Capitolo 8 – Breve Interludio
Sono in disgrazia, sono un reietto …. Ogni cosa me lo ricorda. Non sono
stato più ammesso alle riunioni riservate coi nostri capi, non mi si è dato più
alcun incarico. A Volterra tutti sanno della mia vergogna e ridono di me.
Quella troia di Jane si è goduta la mia rovina e certo spera ancora che
Aro le permetta di punirmi.
Che tu sia maledetto, Antonio. Perché sei fuggito?
Non lo trovo più. L’ho inseguito sino al Canada, ma lì è sparito.
Svanito nel nulla. È morto, probabilmente, o magari si è ucciso, per quanto
strano sia. Ma da tempo aveva perso il suo equilibrio. Che idiota, come avrà
fatto a morire? I lupi muta forma forse? Cani schifosi e tuttavia capaci di
ucciderci. Ma verrà anche il loro momento e li distruggeremo. Questo è certo.
Forse questo viaggio, che a stento mi è stato concesso di fare, mi darà
l’opportunità di riscattarmi. Anche se ho perso Antonio, anche se non riesco a
trovare Alice Cullen. Puttana. Ma Aro la vuole a tutti i costi, pensa che sarà
la gemma più splendente della sua corona. Solo lui, però, perché Caius di
sicuro la preferirebbe morta, e io pure.
Sono certo che i Quileute la proteggono e riescono a tenermela
nascosta. Una delle ultime cose che Antonio ci riferì durante l’interrogatorio
fu che i lupi interferiscono con alcuni talenti. Per esempio Alice, in loro
presenza, non riesce a vedere il futuro, ed è probabile che per la stessa
ragione io non riesca a rintracciarla. E se anche i talenti di Jane e Alec non
funzionassero? Dannazione, allora fare fuori i Quileute non sarebbe poi tanto
facile.
Dobbiamo assolutamente saperne di più su di loro. Ma come potrebbe un
vampiro spiare la riserva? Ci riconoscerebbero facilmente e ci attaccherebbero.
È per questo che ho deciso di infiltrare una spia nella tribù. C’è
voluto del tempo per organizzare tutto, ma ora l’umano è pronto e determinato a
scoprire quello che ci serve di sapere. Sa bene quale sarebbe il prezzo di un
fallimento. Certo, pagherà anche in caso di successo, ma questo invece non lo
sa. Io aspetterò sue notizie qui a New York, così nessuno sospetterà di nulla.
Oh guarda: un barbone ubriaco fradicio. Central Park è davvero
pericoloso di notte, si può incontrare chiunque, anche un vampiro assetato.
Caspita se puzza! Ma non importa ….
--- *** ---
Ciò che Demetri non sapeva era
che un altro immortale gli stava leggendo la mente.
Io.
Grazie al dono della Morte, il
segugio dei Volturi non era più in grado di percepire la mia traccia mentale e,
dal momento che lo seguivo a notevole distanza, non poteva neppure annusare il
mio odore o vedermi. Io invece potevo sentire i suoi pensieri anche trovandomi
lontano un miglio e più, perché purtroppo avevo con lui un’antica familiarità.
Quando avevo avvertito la sua
presenza nel Central Park – dove lui era a caccia ed io avevo una mezza idea di
fare lo stesso - lo avevo seguito finché non aveva ucciso il barbone, ne aveva
fatto sparire il corpo ed era poi tornato al suo albergo. Quello che avevo
appreso era molto preoccupante. Una sua spia stava andando – o forse era già –
a La Push per scoprire i segreti dei Quileute e di chi proteggevano. Questo
costituiva un serio pericolo per Alice e per Bella. Dovevo trovare il modo di
avvertirle, cosa tutt’altro che semplice. E a Demetri non doveva essere
consentito di vivere ancora a lungo.

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