Attimo fuggente 23



Capitolo 23 – Epilogo

   (Alice)
Quel mese …
Sicuro, avevo visto quello che Edward si preparava a fare e cosa sarebbe accaduto. Restare impassibile e nascondergli i miei pensieri è stato difficilissimo, ma ci sono riuscita. Senza sapere bene il perché, sentivo che era necessario che lui bevesse l’amaro calice fino alla feccia perché ogni cosa avvenisse come doveva avvenire.
La mia unica interferenza è stato mandarlo al bungalow numero 9, perché altrimenti si sarebbe inoltrato nella foresta e non era una buona idea. Bella non l’avrebbe trovato e un umano che giace privo di sensi nella natura selvaggia può correre gravi rischi. Invece al coperto tutto sarebbe andato bene.
Ho anche visto come avrebbe tentato di porre fine alla sua vita. Pronunciò una frase – mi pare che fosse una citazione del Faust di Goethe – e qualcuno lo raggiunse, ma lui aveva già gli occhi chiusi e non se ne accorse. Dapprincipio la mia visione era incomprensibile, né potevo vedere il volto del visitatore, pesantemente velato. Poi vidi che Edward soffriva – si mordeva le mani per non gridare - e infine ci fu la metamorfosi.
In seguito, quando lui ha raccontato a Bella e a me cosa gli era successo in un laghetto canadese, finalmente ho capito. La cosa più straordinaria è che la Morte ha mantenuto la sua promessa: lui morirà, perché questo è il destino degli esseri umani. Solo, non subito. Il fatto che la Morte gli abbia dato quello che lui le aveva chiesto, ma abbia anche aggiunto quello che lui desiderava più d’ogni altra cosa, è meraviglioso. Edward non aveva domandato di tornare umano – probabilmente non lo aveva confessato neppure a se stesso – ma lo ha ottenuto ugualmente.
Sono passati meno di due anni dal giorno in cui ha deciso di lasciare i Volturi. In quel tempo è cambiato come raramente capita ad un vampiro. E il cambiamento era iniziato perfino prima che incontrasse Bella. Alla fine, si è immolato per lei, per salvaguardare la sua umanità – per questo gli è stata data l’opportunità di ridiventare umano anche lui.
La storia del Freddo che l’amore ha reso caldo di nuovo è ora parte delle leggende del popolo Quileute e sarà cantata e ripetuta più volte intorno ai falò, magica e senza tempo come tutti gli altri loro miti.
I pacchetti con le schede SD sono tutti partiti, consegnati ai capi di varie tribù di cui i Quileute si fidano. Dato che non posso vedere i lupi, non so chi li abbia, né lo sa Edward. La sua capacità telepatica è sparita con l’immortalità, anche se è un uomo estremamente percettivo, in modo sorprendente, a volte. Forse era così quando era stato umano la prima volta. Non lo sapremo mai, perché non ha recuperato le memorie della sua giovinezza.
Preparare i filmati per la scheda SD è stato molto divertente. Edward è stato il nostro regista. Poi abbiamo preparato la parte scritta, cercando di renderla il più convincente possibile, così che venga presa sul serio e se ne investighino i contenuti. Ma non credo che verranno mai inviate, non ho avuto alcuna visione che riguardasse i media.
Oggi ho scritto ad Aro e ho previsto e goduto la sua rabbia quando riceverà la lettera. Rabbia impotente, però. Ma è un realista e capirà che ha perso.
Ora ho due matrimoni da organizzare. Edward e Bella, ovviamente, e poi Kevin e Leah. Dopo lasceremo la Penisola Olimpica e ce ne andremo altrove, usando nomi diversi. Non potremo mai più chiamarci Cullen, anche se mi dispiace molto.
Kevin pagherà un prezzo, sfortunatamente. Non può certo tornare alla sua università, ne continuare la sua carriera di etno-linguista. A Volterra sanno che esiste e che ha pubblicato una ricerca sulle leggende Tikuna e sull’Uomo-Luna in particolare. Per cui, deve ‘morire’. Uno stupido incidente, annegato nel Sol-Duc, e poi resuscitato con una nuova identità. Jasper ha ripreso i contatti con J. Jenks, che continua ad essere una risorsa preziosa. Con nuovi documenti Kevin insegnerà spagnolo al liceo e, insieme a Leah – che smetterà di trasformarsi - crescerà una bella famiglia. Non posso vedere gran ché del suo futuro, proprio a causa della moglie, ma penso che saranno felici.
Qualche anno dopo
L’intercom gracchia. È Bella che mi segnala che per oggi ha finito di lavorare e ce ne possiamo andare. La Fondazione Cedar per la protezione delle foreste e dei suoi popoli ha trascorso un’altra giornata produttiva. Quando abbiamo deciso di dedicare qualcosa di importante alla memoria dei nostri cari scomparsi, abbiamo cercato un nome che avesse un significato per noi, ma che non tradisse i nostri segreti. La casa perduta di Forks si chiamava anche “La casa di cedri”, per i magnifici alberi che la circondavano. Se ci si fa attenzione C E D A R è composto dalle iniziali dei nomi Carlisle, Esme, D per Emmett Dale e R per Rosalie. Un verde cedro campeggia sul logo della Fondazione.
Anche la vita di Edward è dedicata a una memoria. È un medico, adesso, un gran medico e un gran diagnostico, perché la sua straordinaria percettività gli permette di capire di cosa soffra un paziente ben prima che tutti gli esami siano stati completati. In questo modo qualcosa di Carlisle sopravvive in lui.
Quando arriviamo a casa di Bella - la casa sua e di Edward, Jasper ed io abitiamo qui vicino – i bambini ci saltano tra le braccia gridando Mamma, Zia Ali!
Bella si è accorta di essere incinta poco dopo la seconda trasformazione di Edward e per alcune settimane abbiamo avuto davvero paura, perché era possibile che avesse concepito quando il padre era ancora un vampiro. Io non ero in grado di vedere con chiarezza cosa sarebbe successo e non sapevamo proprio che fare. Lei voleva disperatamente il suo bambino, ma una gravidanza innaturale avrebbe potuto ucciderla, stando alle leggende indigene, che erano la nostra unica fonte di informazione. Ma, dalle prime ecografie, potemmo vedere che il feto era normalissimo. Passati i nove mesi canonici è così nata Esme Rose, seguita, dopo tre anni, dal fratellino Emmett.
Bella si mette a preparare la cena mentre io gioco coi bambini e la babysitter se ne va. Edward è molto goloso, dopo duecento anni di dieta liquida, ma per fortuna non ingrassa. Anzi, gode di ottima salute e si tiene in forma correndo.
Questa sera dobbiamo parlare di quando lasciare questa città. Gli spostamenti sono necessari, se vogliamo continuare a vivere vicino ed esser visti insieme. Ad un certo punto Jasper ed io dovremo farci passare per loro nipoti, ma questo era prevedibile. Almeno, lo credo, perché mi hanno chiesto di non guardare il loro futuro personale troppo da vicino ed io ho obbedito. Non voglio sapere quando moriranno; l’idea è troppo dolorosa.
Ovviamente la Fondazione non ha un indirizzo – i visitatori non sono incoraggiati - ma solo un bellissimo sito web, disegnato da Jasper. Abbiamo uffici locali, però e anche alcuni impiegati qui, che dovremo licenziare con un generoso trattamento di fine rapporto, quando lasceremo la città. L’ex broker di Edward, Rick, è il nostro tesoriere, e Bella è la presidente. Gli umani sono il nostro volto pubblico, organizzano conferenze e raccolte fondi, vanno addirittura in TV, se serve, mentre Jasper ed io non ci facciamo mai vedere. Rick, però, che ama il suo lavoro e lo fa benissimo, ad un certo punto si accorgerà che Jasper ed io non invecchiamo. Siamo ancora incerti sul da farsi: dirgli la verità, almeno in parte, oppure no? La mia visione su questo è ancora confusa.
A pensarci bene, verrà il momento in cui dovremo dire la verità anche ai bambini, perché non vederli più sarebbe insopportabile. Esme Rose, che è molto attenta e molto sveglia, già ci mette in imbarazzo con le sue domande. Perché gli zii non hanno mai appetito? - per esempio. Non penso che potremo far finta di niente ancora a lungo.
Mentre sto rimuginando su questo, ho una visione improvvisa. Non è la prima volta che mi capita di vedere Emmett come sarà da grande, alto e bello, coi ricci scuri di sua madre e gli occhi verdi del padre. Ma oggi … è tutto diverso. Il ragazzo sta correndo in una foresta, ed è molto pallido, con occhi che ora sono color topazio. È velocissimo. Mi sembra che non sia solo, ma non riesco a vedere chi ha accanto. Potrebbe essere un lupo? Noi quattro non abbiamo interrotto i contatti con La Push, ci andiamo in visita e anche Kevin e Leah talora ci raggiungono con la loro giovane famiglia.
Emmett sta ridendo e le sue labbra formano la parola “Sue”. Ma è davvero possibile? Sue è una delle figlie di Leah, a cui hanno dato il nome della nonna. Ha forse ereditato il gene muta forma dei Quileute?
Oddio, Emmett diventerà un vampiro, un giorno. È evidente, anche se non so ancora come e perché. E Sue sarà davvero la sua compagna?
Troppe domande rimangono senza risposta quando la porta si apre e Edward entra in casa. Ho appena il tempo di ricompormi. Cosa dirò a lui e a Bella?
FINE



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