Attimo fuggente 19



Capitolo 19 – Redde Rationem

(Kevin)

“Kevin, chi è la ragazza?”

Sapevo a chi apparteneva quella voce fredda e melodiosa e il mio cuore tremò.

“Che ragazza?” balbettai.

“Quella in spiaggia con te, idiota.”

Merda, Demetri mi vedeva? Mi stava vedendo ora? Ma non doveva essere altrove, diretto a casa Cullen? Frenetico, guardai la foresta che fiancheggiava la spiaggia di La Push, ma gli alberi erano molto fitti e non si vedeva nulla. E perché mai i lupi di pattuglia intorno al villaggio non se ne erano accorti? Ma il vampiro mi aveva fatto una domanda e dovevo rispondergli. Una risposta neutra, non volevo mettere nei guai l’amica di Alice e dei Quileute. Ma avevo il vuoto in testa. Presi tempo chiedendo:

“Dove sei?”

Per fortuna la sua era stata una domanda retorica, perché non insistette su Bella.

“Vicino a te, ovviamente, dove posso vederti. E, tanto che tu lo sappia, uno dei miei amici sta fuori dalla casa di tua sorella a Montreal. Per cui, farai bene a seguire le mie istruzioni alla lettera: corri, non camminare, corri alla tua macchina e lascia la riserva. Poi guida in giro, ma senza allontanarti troppo. Qualcuno ti fermerà e tu gli obbedirai. Non dire nulla ai tuoi amici, non chiamare nessuno. Su, comincia a correre adesso!”

Avevo in tasca le chiavi della mia Subaru, per cui mi precipitai verso il parcheggio, con la mente in subbuglio. Pensavo che la mia ultima ora fosse arrivata, e non potevo far nulla per salvarmi.

Ero a malapena entrato in macchina, quando Seth mi raggiunse.

“Kevin, che cazzo, dove stai andando? Sai che ti hanno detto di non lasciare la riserva.”

Non dovevo permettergli di seguirmi, per cui gli gridai di tornare indietro subito perché Bella era rimasta da sola e partii a razzo.

Dannazione, dovevo dire a Leah cosa mi stava succedendo, ma come fermare la macchina se Demetri mi stava seguendo? E poi … aveva detto che qualcuno mi avrebbe fermato. Dunque non era solo ….Oddio, in quanti erano?


(Bella)

Era stato stabilito che i deboli umani rimanessero alla riserva, al sicuro. Né io né Kevin eravamo in grado di combattere un vampiro e saremmo stati solo d’intralcio quando fosse venuto il momento di abbattere Demetri.

Sapevo che Edward non voleva allontanarsi da me. Malgrado la tensione irrisolta che si era stabilita tra noi, lui aveva un fortissimo desiderio di proteggermi, per cui lasciarmi indietro gli era sicuramente pesato. Però la sua presenza era essenziale altrove, e lo stesso valeva per Leah. Il branco si era diviso, con alcuni che erano rimasti a pattugliare i dintorni della riserva, mentre gli altri erano andati nei boschi vicino alle rovine di casa Cullen. A Seth era stato detto di rimanere con gli umani e non perderci di vista. Tuttavia ,a un certo punto gli era sembrato di udire qualcosa di sospetto e, per fare un rapido giro di ispezione, si era trasformato, visto che in forma di lupo i sue sensi erano infinitamente più acuti. Tornò dopo poco e si rimise i pantaloncini dicendo che non aveva potuto annusare nulla di sospetto.

A quel punto il cellulare di Kevin squillò.

Lui rispose e impallidì, mormorando qualcosa come “Quale ragazza?” ma soprattutto rimase ad ascoltare. Alla fine chiese “Dove sei?” e, dopo un’altra pausa, chiuse la chiamata e improvvisamente si mise a correre.

Seth gli andò dietro.

Io rimasi da sola, con mille scenari che mi vorticavano in testa. Tutti si fidavano di Kevin, ora, ma se invece non avessimo dovuto fidarci, se qualcuno era in pericolo, se …

Qualcosa mi afferrò e mi trascinò in alto. Ero su un albero, imprigionata da due forti e gelide braccia.

Vampiro.

Mi dibattei, cercando di non pensare a cosa mi sarebbe successo se fossi caduta, ma poi qualcosa mi colpì in testa.

Buio.

(Alice)

Il cellulare di Leah si mise a vibrare e lei rispose.

“Oh no,” gemette, cominciando a tremare.

“Che c’è? Non trasformarti, dimmelo,” gridai.

Con grande sforzo Leah si controllò. La chiamata veniva da Seth, che le aveva raccontato come qualcosa di molto grave fosse accaduto alla riserva. Kevin aveva ricevuto una telefonata, aveva cambiato faccia e poi era corso alla sua macchina e se ne era andato senza dare spiegazioni e senza che Seth fosse riuscito a fermarlo. Mentre questo succedeva, Bella era rimasta sola in spiaggia per qualche minuto. Ma che sciocchi erano stati! Quando Seth era tornato indietro lei non c’era più. Era sparita, non si capiva come, anche perché non c’era alcun odore di vampiro nelle vicinanze. Ora Seth era uscito dalla riserva per cercarla e Leah stava perdendo la testa. 


Le dissi di andare a cercare il suo compagno perché, nello stato in cui era, non poteva fare altrimenti. Gli altri lupi erano nella foresta, dove stavano provando ad intercettare Demetri prima che arrivasse. Ma niente stava andando per il verso giusto. Angosciata, mi resi conto che Demetri, ben lungi dal cadere nella trappola che avevamo preparato per lui, si era preparato a sua volta e ora – non importava come ci fosse riuscito – aveva Kevin e magari anche Bella. Avevamo cercato di calcolare i tempi in modo che lui avesse appena il tempo di arrivare da New York quando Kevin lo aveva richiamato, e quindi non potesse far venire qualcuno da Volterra ad aiutarlo. Ora mi rendevo conto che era già nella Penisola Olimpica da un pezzo, e probabilmente aveva portato qualcuno con sé.


Io invece ero rimasta sola, anche se Jasper ed Edward erano vicini, nascosti in cima ad una albero e potevano vedermi. Però, senza neanche un lupo a proteggermi, ero ridiventata tracciabile. In sé non era un male, perché volevo che Demetri venisse qui, dove era previsto che tutto finisse. Almeno lo speravo, ma adesso Edward doveva essere in preda a un’ansia terribile sulla sorte di Bella.

Poi la vidi. Una donna, o meglio, una vampira stava saltando da un albero all’altro tendendo la mia amica sulla spalla, a malapena reggendola con un braccio. Lei sembrava priva di sensi. Ora ne avevo la prova: Demetri non era venuto da solo. Veloce come un lampo, Edward saltò giù dal suo nascondiglio e sparì nella foresta.

(Demetri)

Ho mandato Bart ad intercettare Kevin, catturarlo e portarmelo. Dell’umano mi fido pochissimo e comunque, se tutto va per il verso giusto, non mi sarà più di alcuna utilità, tranne che per farne un pasto.

La ragazza umana è molto più interessante, per cui devo prima interrogarla e poi decidere la sua sorte. Sa dei muta forma e probabilmente conosce tutti gli altri segreti della tribù. La costringerò a dirmeli, ci servirà quando decideremo di muovere contro i Quileute.

Ormai sono vicino alla casa bruciata, ma ancora abbastanza distante perché Alice non sappia che sto arrivando. Oh, bene, ora la sento, la sento! La lupa deve averla lasciata, come Kevin mi aveva detto. Finalmente, dopo tanto tempo la veggente è alla mia portata! Non che mi serva davvero, visto che sta dove era previsto che stesse, davanti alla sua vecchia casa. È arrivato il momento giusto per prenderla. Gli altri lupi, ribelli o no, sono più lontani ed è meglio così. Ma dove diavolo sono Judy e Bart? Dobbiamo muoverci.

Ecco Judy, finalmente, e ha con sé l’umana. Beh, Bart ci raggiungerà con Kevin. Non c’è un minuto da perdere.

(Alice)

Le visioni continuavano ad arrivare, una dopo l’altra, ma confuse e contraddittorie. Troppe variabili.

Poi mi apparve un’immagine chiarissima: vidi Kevin fermare la sua Subaru, lasciando acceso il motore, e tirar fuori il cellulare. La chiamata doveva essere per Leah, perché sentii l’apparecchio vibrare nei vestiti che si era tolta. Ciò che vedevo stava avvenendo quasi nel presente, dunque.

 Avrei voluto rispondere, ma la scena cambiò. Qualcuno, di certo un vampiro, saltò sull’auto. Kevin spinse di nuovo l’acceleratore e la macchina fece un balzo in avanti, ma senza riuscire a far cadere l’assalitore, che dette un pugno al parabrezza, frantumandolo. La Subaru rallentò e finì contro un albero, senza gran danno. Il viso dell’umano, tuttavia, sanguinava copiosamente a causa dei vetri rotti. L’assalitore strappò via la portiera e lo tirò fuori. Con orrore vidi che non sarebbe stato in grado di resistere alla sete di sangue, qualunque fossero state le sue intenzioni originarie. In un attimo l’avrebbe svenato. Povera Leah. Pensavo che per il suo uomo fosse finita, quando le immagini si misero a tremolare. Poteva significare che un lupo – Seth? - era appena arrivato sul posto.


Il vampiro gettò via Kevin e si preparò a fronteggiare la nuova minaccia, che io non potei vedere, perché la visione si dissolse del tutto. Ma l’immortale era grande e forte e in un confronto uno a uno temevo che sarebbe stato lui a prevalere.

Poi, grazie a Dio, vidi un falò. Il fumo violetto indicava che erano i resti di un vampiro a bruciare. Forse … forse Leah ce l’aveva fatta a trovarli e il futuro era cambiato.

Oh sì, era proprio cambiato: ora mi apparve Kevin in un letto di ospedale, malridotto, ma vivo.

Mi ero appena ripresa dallo spavento, quando ebbi un’altra visone. Terrificante. E sarebbe successo proprio qui, di fronte alla mia casa.

“Jasper,” mormorai. “Demetri sta arrivando, ma non mostrarti ancora, e manda un messaggio ad Edward. Deve tornare qui subito. Il segugio non è solo e avrà Bella con sé.”


(Demetri)

“Buongiorno, Alice.” C’è dell’ironia nelle mie parole, ma la piccola vampira non sembra notarlo. “Vedo che non c’è più un lupo a proteggerti, ora. Allora, sei pronta a venire a Volterra con me?”

“No, non direi, mi dispiace.”

La veggente non sembra avere paura e questo mi dà fastidio. Farla a pezzi e inscatolarla sarà un piacere. Non crederà mica che io sia qui da solo? “Naturalmente puoi scegliere,” continuo, “ma se provi a darmi dei problemi, dovrò incapacitarti. Ho chi mi aiuta, come vedi.”

Indico Judy, che atterra silenziosamente accanto a me, sorreggendo l’umana svenuta. Alice cerca di rimanere impassibile, ma noto che stringe gli occhi. Evidentemente la conosce. Annuso e in effetti la ragazza ha qualche sentore di Alice su di sé. Ma c’è un altro odore, molto più potente, uno che non ho dimenticato. Cazzo, è l’odore di Antonio. Come è possibile? E dov’è quell’imbecille di Bart? 


“Temo che Bart non arrivi più. Ha avuto un contrattempo.” È lui a parlare, è il nostro inquisitore scomparso, che sbuca all’improvviso dagli alberi. E sembra proprio che sia amico di Alice, ed evidentemente anche dell’umana, visto che è impregnata del suo aroma. Ma non ho tempo di investigare la faccenda. Per ora ho io le carte e devo giocarmele bene.

“Judy,” dico, “se Antonio o Alice muovono anche solo un muscolo, torci il collo alla ragazza.” Non chiedo al mio ex collega che fine ha fatto Bart. Temo sia finito male, perché non lo percepisco più; ma se Judy lo capisce, andrà fuori di testa, e non deve succedere.


E allora, procediamo. Prima Antonio, che è il più pericoloso dei due, poi Alice. So che non faranno resistenza, sono come paralizzati. Devono tenere molto all’umana. Che gioia sarà portarli entrambi a Volterra! Già pregusto il sapore della rabbia di Jane per il mio trionfo.

La ragazza sceglie questo momento per svegliarsi e mettersi a urlare. Grida: “Edward!” Chi sarà mai Edward? Metto le mani sul braccio di Antonio; comincerò da lì... Ma ora è Judy che grida.


Mi giro e vedo che un altro vampiro le è saltato addosso, costringendola a lasciar cadere l’umana. Faccio un salto indietro. Ora dovrò lottare. Mentre Antonio ed io ci lanciamo l’uno contro l’altro, sento gli aspri suoni di un corpo immortale che viene fatto a pezzi. La ragazza è per terra. Se riesco a prenderla, avrò un ostaggio e potrò scappare. Ma Antonio mi afferra e il nuovo vampiro gli dà man forte. Mi immobilizzano, poi due piccole mani implacabili mi stringono il capo...


(Edward)

Fu Alice a staccare la testa a Demetri, come era giusto che fosse. Quando finalmente arrivarono i lupi, era già tutto finito e i falò stavano ardendo. Senza curarmene, io ero corso da Bella, che giaceva in terra, pallida e immobile. Ma, dopo un attimo di abietto terrore, vidi che respirava ancora. Jasper aveva salvato la sua vita e quel poco che restava della mia.

(Jasper)

L’odio che provavamo per Demetri guidò Edward e me in una danza breve e letale. Era stato Demetri a decapitare Carlisle, mi aveva raccontato Alice e, anche solo per quello, doveva essere distrutto. Non c’era mai stato nessuno come Carlisle - umano o vampiro che fosse - né mai ci sarebbe stato. Senza di lui il mondo era un luogo molto peggiore di prima. Speravo che Alice trovasse conforto nell’aver eliminato il suo assassino.

Pochi giorni fa stavo tornando da lei, ma anche dal nostro padre adottivo. Finalmente ero riuscito a domare la mia maledetta sete di sangue e meritare davvero il posto nella famiglia in cui Carlisle mi aveva accolto tanti anni fa, senza giudicarmi e senza farmi domande. Ora quella famiglia non c’era più, perduta per sempre. Ma avevo ancora la mia Alice. Se anche lei fosse morta nel rogo di casa Cullen sarei andato a Volterra, per uccidere ed essere ucciso. Ma lei era con me invece, e salva, almeno per ora. Mentre Edward...

Strano tipo, l’ex inquisitore. Era il rimorso a possederlo, tanto che aveva persino chiesto ad Alice di ucciderlo, ed era divorato dai conflitti, perché nel frattempo si era innamorato di Bella. La sua disperazione quando aveva pensato che fosse morta è stata terribile da percepire. Mi domando che farà ora, cosa faranno entrambi?




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