Attimo fuggente 18

Capitolo 18 – Trappole

   (Kevin)

Era un buon piano, se io fossi riuscito a recitare bene la mia parte, beninteso. Leah mi aiutò a prepararmi, perché tutto dipendeva da quella prima importantissima telefonata.
Dovevo dire a Demetri che non tutto andava bene nel paradiso dei lupi. Questo almeno era quanto avevo potuto capire ascoltando le registrazioni. Come lui stesso sospettava, i Quileute proteggevano Alice Cullen, che si spostava di continuo, ma sempre con un muta forma al seguito, rendendo così impossibile rintracciarla. La protezione aveva anche un aspetto negativo, però, perché il protettore non le permetteva di vedere il futuro e fare dei piani. Era come accecata.

In questo modo – avrei spiegato a Demetri – la situazione si trascinava senza soluzioni in vista e alcuni lupi erano molto scontenti. Temevano l’ira dei Volturi e stavano pensando ad uno scambio, offrendo Alice per la salvezza della tribù. Ma non sapevano come fare a prendere contatti, mentre erano sicuri che, se avessero aspettato che i Volturi scendessero in campo contro di loro, sarebbe stato troppo tardi per negoziare.
Erano tutte sciocchezze, ovviamente. Non c’era modo che un gruppo di muta forma potesse complottare senza che il resto del branco ne venisse a conoscenza perché, quando si trasformavano, erano in contatto telepatico, e ciascuno poteva leggere i pensieri degli altri. Ma questo Demetri non lo sapeva, visto che anche Edward Masen non lo aveva scoperto quando aveva condotto il suo interrogatorio della famiglia Cullen. Se ne era reso conto solo in seguito, dopo aver conosciuto Bella, Alice e Leah.

Alla fine feci la telefonata. Se la mia voce tremava un po’ non c’era nulla di strano, vero? Quando ebbi finito di parlare aspettai, col cuore in gola. Mi avrebbe chiesto di aprire un negoziato coi lupi dissenzienti? Tutta la trappola si basava su questo.
Demetri abboccò, e mi ordinò di dire a quei lupi che io potevo aiutarli a contattare i Volturi. Questo naturalmente implicava che mi fossi introdotto alla riserva sotto mentite spoglie, animato dalle peggiori intenzioni, per cui mostrai molta riluttanza a obbedirgli. Non poteva venire lui? I lupi si sarebbero infuriati e mi avrebbero ammazzato subito.

Lui rise e mi ricordò che non si era dimenticato dell’indirizzo di mia sorella a Montreal. Dovevo solo sbrigarmi a fare quel che mi aveva chiesto e farmi vivo con lui non appena avessi avuto dei risultati.
Decidemmo di lasciar passare un paio di giorni, in teoria per darmi il tempo di parlare coi dissenzienti. Poi lo avrei richiamato.


(Edward)
La prima parte del piano era andata bene. Ora dovevamo aspettare, cercando di rilassarci, se ci riusciva. Alice e Jasper, seguiti da un Seth molto annoiato, se ne andarono nella Contea di San Juan, intenzionati a passare la maggioranza del tempo in mare. Kevin e Leah si nascosero da qualche parte nella foresta, lontani ma non troppo e, soprattutto, insieme. Per parte sua, Bella decise di mostrarmi Seattle.
Il tempo mi era favorevole, nuvoloso ma senza pioggia, almeno la mattina, per cui andammo a visitare l’Olympic Sculpture Park. Bella pranzò in una cornetteria francese di Pike Place, dove non sarebbe apparso troppo strano che soltanto uno di noi mangiasse. Nel pomeriggio si mise a piovere sul serio, per cui facemmo il tour dei passaggi sotterranei dove ancora si potevano vedere le strade e le facciate del vecchio centro storico di Seattle, come era prima del grande incendio del 1889. Era archeologia troppo recente per me, abituato alle antichità italiane, ma era comunque abbastanza interessante.

Una specie di tregua si era stabilita tra noi. Entrambi ci eravamo proibiti di parlare di fatti personali e dei nostri reciproci sentimenti, ma era come trascinarci dietro un elefante al guinzaglio, sempre più pesante e riottoso.
Dopo che lei si fu rifiutata di fare il famoso tour dell’antico quartiere a luci rosse, ce ne tornammo alla macchina.
“Quel giro l’ho fatto una volta con Alice e Rose. Sesso, droghe e perversioni varie. Era triste, più che altro, perché tutti quelli che lo frequentavano ormai sono morti,” mi spiegò per giustificare il suo scarso entusiasmo.
“Gli esseri umani muoiono, è normale.”
Le mie parole sembrarono irritarla.

“Anche i vampiri muoiono, tu dovresti saperlo.” Il suo tono era aspro, ed io ammutolii.
Mentre guidavo, mi domandavo se si fosse riferita al mio ruolo di inquisitore, che aveva causato la distruzione di tanti vampiri - e anche di gran parte della sua famiglia adottiva - oppure alla mia volontà di cessare di esistere, di cui non le avevo mai parlato chiaramente. Ma forse lo aveva fatto Alice.

“È vero, I vampiri possono morire,” ammisi alla fine. “Ma non sono programmati per la morte.”
Fu così che mi trovai a raccontarle confusamente del mio breve incontro con Sigmund Freud, le sue teorie sull’istinto di morte e le mie considerazioni in materia.

Bella ci rifletté un po’, poi chiese:
“Ma allora i vampiri non si suicidano mai?”
“No, non sarebbe una cosa normale, oltre ad essere molto difficile da realizzare.”
La sua domanda successiva mi sorprese.
“Cosa dovrebbe succedere per far superare a un vampiro il proprio istinto di conservazione?”
“Il desiderio di ritrovare la propria umanità perduta, suppongo.” Le parole mi uscirono prima che le potessi fermare, eppure l’ultima cosa che volevo era parlarle della sfida che la Morte mi aveva lanciato.

Bella, tuttavia, non chiese altro e continuò a rimuginare fino a che, con un tono di grande sgomento, mi disse: “Ho capito quello che stai facendo, Edward, ora l’ho capito davvero. Prima vai a caccia solo di criminali, poi di bestie, poi ti metti ad aiutare me, Alice e i Quileute... Cristo Santo, tu ti vuoi davvero suicidare, per questo l’hai chiesto ad Alice!” Sopraffatta dall’emozione, si nascose il viso tra le mani e non parlò più.
Intanto eravamo arrivati al centro vacanze e io parcheggiai l’auto. Quando andai ad aprirle la portiera lei non sembrava intenzionata a muoversi. Poi, con un movimento rapido che mi colse di sorpresa, scese e mi abbracciò forte. Io rimasi immobile, combattendo contro il desiderio di abbracciarla a mia volta.

Alzò il capo e mi guardò negli occhi. “Non lasciarmi, Edward, non farlo. Tu sei quello che aspettavo e non speravo mai di trovare. Io lo so, ma lo sai anche tu. Non mentirti per favore. Non possiamo perderci, ora, non è giusto!”

Scoppiò in lacrime e pianse a lungo. Io non potevo dir nulla, perché aveva ragione. Bella era la donna per me, la compagna che – in diverse circostanze - era destinata a me. Una ragazza impavida, unica, che teneva il mio cuore spento nelle sue fragili mani. Ma era troppo tardi, era già troppo tardi la prima volta che l’avevo vista.

Per fortuna presto la mia missione sarà computa e sarò libero di sparire. Non manca molto.
Incapace di darle alcun conforto mi limitai a seguirla nel bungalow dove, senza più guardarmi, lei entrò in camera e, di nuovo, mi chiuse la porta in faccia. Esattamente quel che mi meritavo.
(Kevin)
Arrivò il momento di fare la seconda telefonata. Dissi a Demetri che, dopo aver protestato e ringhiato parecchio, i muta forma ribelli avevano accetto la mia offerta di essere il loro tramite con i Volturi. Erano disperati e si volevano liberare del pericolo che Alice rappresentava. E, per farlo, pensavano di aver trovato la soluzione perfetta.
Il compagno di Alice, Jasper, stava tornando dopo una lunga assenza in cui non le era stato possibile contattarlo in alcun modo. Una brevissima visione che era riuscita ad avere le aveva detto che in due o tre giorni Jasper sarebbe arrivato alle rovine di casa Cullen. A lui non sarebbe sfuggito che sul luogo erano stati arsi dei vampiri e sarebbe stato convinto che anche sua moglie fosse morta e che il delitto fosse stato opera dei Volturi – gli unici in grado di annientare una congrega forte come quella dei Cullen. Impazzito di dolore e deciso a vendicarsi, sarebbe andato a Volterra per tentare di abbattere quanti più immortali poteva.

Tutto questo non aveva senso, ovviamente. Pochi giorni prima Jasper era effettivamente arrivato e aveva visto le rovine, ma non aveva perso la testa: per prima cosa era andato alla riserva, e lì aveva saputo che Alice, e anche Bella, erano vive e stavano bene.
Demetri, tuttavia, non conosceva Jasper, e poteva ben credere a quello che gli stavo raccontando, perché la perdita del compagno di vita può fare impazzire un vampiro.

Per prevenire un’altra tragedia, Alice aveva allora deciso che sarebbe andata lei stessa a casa Cullen e lo avrebbe aspettato lì. Avrebbe portato con sé la sua guardiana abituale, Leah, che però, a sua insaputa, stava dalla parte dei dissenzienti. Voleva infatti ribellarsi a Sam, il capo del branco. Qui accennai ad un triangolo di amore e gelosia, completamente inventato. Conclusi dicendo al segugio che alcuno lupi sarebbero stati di pattuglia nella foresta, cercando di intercettare Jasper ancor prima che arrivasse, e che le pattuglie sarebbero state formate proprio dai dissenzienti, che avrebbero fatto in modo che nessuno arrivasse in tempo a salvare Alice, quando Demetri fosse venuto a catturarla. Anche Leah si sarebbe allontanata, per lasciargli il campo libero.

Quello che Demetri non poteva sapere era che ci sarebbero stati due immortali ad aspettare con Alice, vicinissimi ma ben nascosti. L’odore di Alice e soprattutto quello di Leah, forte e sgradevole per i vampiri, avrebbe assicurato che il segugio non si sarebbe accorto della presenza di Jasper ed Edward sinché non gli fossero arrivati addosso. Se provava a fuggire, i lupi lo avrebbero fermato.
(Demetri)
Kevin è solo uno stupido umano – come tutti del resto. Ma davvero pensava che me ne sarei stato tranquillo sulla costa est ad aspettare la sua telefonata? Sono già nella Penisola Olimpica e non da solo. I due nomadi che ho reclutato a New York – Judy e Bart – sono determinati a collaborare, perché gli ho promesso di portarli a Volterra con me. Sono stanchi della loro esistenza e si sentono chiamati a compiti più elevati. Far parte della Guardia dei Volturi, nientemeno. Beh, sperare non costa nulla.

Dei due, la femmina è marginalmente dotata, nel senso che è un “camaleonte olfattivo”, ovvero può assumere qualsiasi odore e non averne affatto. Ma le riesce solo per periodi abbastanza brevi. Il maschio è forte, ma non particolarmente intelligente. Comunque mi servono, perché non voglio incontrare resistenza e preferirei diventare cenere piuttosto che chiedere l’aiuto della mia congrega. Ho bisogno di dimostrare che posso farcela senza di loro, Tuttavia, catturare Alice da solo può presentare qualche difficoltà, anche se è di taglia minuta.
Quando l’avremo soggiogata, la faremo a pezzi e la spediremo in Italia suddivisa in tre scatole, con l’etichetta: “sculture”. Useremo tre voli diversi e, anche se dovessero passare le scatole allo scanner, cosa che normalmente non fanno, dovrebbe funzionare. Ha funzionato per altri acquisizioni dove l’immortale si mostrava riluttante.
Per quanto riguarda l’impegno preso coi nomadi, ho dato la mia parola, è vero, ma sarà Aro a decidere se accoglierli o meno.
Ora debbo scoprire qualcosa di più su quello che accade alla riserva. Io non posso avvicinarmi, ma Judy può farlo senza che sentano il suo odore. Starà sugli alberi e rimarremo in contatto con i cellulari.
Judy mi ha riferito che tutto sembra calmo a La Push. Non ha visto nessuno che somigliasse ad Alice, solo indiani, per lo più anziani, che si facevano i fatti loro. C’è poca gente in giro, per cui penso che la veggente e i lupi che intendono consegnarmela siano già andati sul posto. Ormai è tempo che ci vada anche io, ma facendo un giro largo, perché, se ci riuscisse di intercettare il marito di Alice prima che arrivi alle rovine, sarebbe eccellente, l’arma perfetta da usare contro di lei. Ma andrà bene anche se dovesse arrivare quando noi l’avremo già portata via. Lo cattureremo quando giungerà a Volterra; ciò la renderà sicuramente molto obbediente.

Stavo per richiamare Judy, quando lei mi ha mandato un nuovo messaggio. Sembra che ora ci siano due umani sulla spiaggia, e non sono Quileute. Dalla descrizione, uno deve essere Kevin, ma chi è la ragazza? La mia perplessità aumenta, perché ai due si è unito un grosso lupo – a questo punto il messaggio di Judy si è riempito di errori per lo spavento – che subito si è trasformato in un giovane indiano completamente nudo. Così, la ragazza bianca conosce l’esistenza dei muta forma. Ma non doveva essere un segreto? Magari sa anche dei vampiri e dovrà essere eliminata al più presto.
Do a Judy le mie istruzioni e mi preparo a distrarre il ragazzo indiano. A tal fine devo telefonare a Kevin.




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