Attimo fuggente 17
Capitolo 17- Imprinting
Merda. Kevin stava venendo
al capanno degli attrezzi, lasciato aperto dopo che c’ero entrato. Mi guardai
intorno: aveva solo due finestrelle, che si sarebbero infrante se avessi
cercato di passare di lì. Erano troppo strette, per non parlare del rumore che
avrei fatto. Potevo ingannarlo, giustificando la mia presenza in qualche modo?
Si sarebbe accorto che ero un vampiro? Dato che non era previsto che mi
vedesse, non mi ero neanche preoccupato di mettermi le lenti a contatto.
Prima che arrivasse alla porta
percepii altri pensieri: i pensieri rabbiosi di Leah. Nella mente di Kevin
potevo vedere quello che lui stesso vedeva: un enorme lupo grigio che era
sbucato dal bosco e che stava per balzare su di lui. Non sapevo se la muta
forma volesse solo impedire che venissi scoperto, o se fosse stata sopraffatta
dall’ira nei confronti della spia. Comunque, sembrava pronta ad attaccare, con
una furia tale da impedirle di ragionare. Io corsi alla porta e l’aprii,
gridando:
“No, Leah, no! Ci serve vivo!”
Kevin era come impietrito, una
maschera di terrore sul viso. Anche la lupa si era fermata, il corpo possente
scosso da un tremito. Poi si trasformò e fu nuda di fronte a noi.
Per un attimo nulla si mosse. Lui
pensava di non aver mai visto una donna così bella in tutta la sua vita, tanto
da fargli scordare la metamorfosi cui aveva assistito.
Ma Leah, Leah … nella
sua mente c’era una tempesta: le immagini si frammentavano in dettagli che poi
sparivano uno dietro l’altro, finché solo un’immagine rimase nel centro e
l’universo si riallineò intorno al viso sconvolto di Kevin.
Sbalordito, riconobbi cosa stavo
vedendo; Leah Clearwater aveva avuto l’imprinting.
Ora era essenziale controllare i
danni.
“Leah,” dissi, “forse dovresti
vestirti e raggiungerci in casa. Non preoccuparti per la spia, non gli farò
alcun male.”
Sentendo la parola ‘spia’, Kevin
finalmente si riscosse e notò la mia presenza. Occhi rossi e pelle marmorea. Difficile
sbagliarsi, se uno sapeva. La sua mente urlava ‘vampiro’ mentre si
guardava intorno, cercando un’impossibile via di fuga. Sono fregato! Mi hanno scoperto …
“Non ti farò del male,” dissi,
ripetendo le parole che avevo usato con Leah. “Ma dobbiamo parlare. Per favore
andiamo dentro.”
Accennai alla casa dei Black,
mettendomi dietro di lui; così non poteva far altro che obbedirmi.
“Chi sei?” mi chiese ansimando.
“Non sono un amico di Demetri, se ciò
ti può consolare,” risposi, asciutto e, in effetti, lo vidi rilassarsi.
Una volta entrati gli feci cenno
di sedersi e mi sedetti a mia volta, per farlo sentire meno minacciato.
“Kevin, non stiamo qui a perder
tempo,” gli dissi. “So chi ti ha mandato e cosa sei stato incaricato di fare.
So anche che non ne sei affatto contento e stavi pensando di chiedere l’aiuto
del branco, ma avevi paura di rivolgerti a loro.”
“Mi ammazzeranno di sicuro,” mormorò
lui.
“No, non lo faranno, fidati.”
Di fatto
nessuno del branco avrebbe mai ucciso l’oggetto dell’imprinting di un loro
membro, ma questo lui non aveva bisogno di saperlo. Così continuai:
“I lupi sanno tutto, ma ti hanno
permesso ugualmente di venire – per evitare che Demetri inviasse qualcun altro
e per dargli abbastanza corda da impiccarsi. Se i vampiri potessero venire
impiccati, che naturalmente non può essere.” E qui mi consentii un risolino.
A questo punto Kevin era
ammutolito; in testa gli vorticavano mille domande. Ma prima che potesse
decidere cosa chiedermi, la porta di ingresso si aprì ed entrò Leah, che si
pose al suo fianco. Ancora non sapeva come affrontare ciò che le era capitato,
ma avrebbe protetto quell’uomo ad ogni costo. Il suo equilibrio dipendeva dalla
sua salvezza, qualunque fosse il futuro che li aspettava.
Poi la porta si aprì di nuovo e
Alice e Jasper, fradici d’acqua, con i capelli incollati alla testa, entrarono
nella stanza. Seth li seguiva, trafelato. Leah ringhiò.
“Mi dispiace tanto,” disse Alice.
“Eravamo in mare e io ero … distratta, ma poi ho visto che Kevin stava andando
nel capanno. Cosa è successo? Leah, cosa …?”
Kevin non sapeva bene chi fossero
i nuovi venuti, intrigato dai loro occhi dorati. Ma poi si rammentò della
descrizione avuta da Demetri e capì che quella doveva essere la vampira di cui
avrebbe dovuto scoprire i movimenti. Chi fosse l’altro non lo sapeva, ma il
punto principale per lui era che si trovava circondato da vampiri. La splendida
donna Quileute – la stessa che prima era un lupo e che ora si era sommariamente
vestita con maglietta e pantaloncini – sembrava volerlo proteggere. Perché mai?
Decisi di togliergli questa
preoccupazione, dandogli qualcosa di concreto da ponderare.
“Kevin, so che sei stato vittima di un
ricatto e noi non faremo la stessa cosa. Ma l’opzione migliore che hai per
uscire da questo pasticcio è aiutarci a far fuori Demetri. Altrimenti non sarai
mai al sicuro.”
Anche prima che mi rispondesse,
vidi che vendicarsi di Demetri era esattamente ciò che lui voleva e che era
pronto ad aiutarci. Dovevo però guadagnarmi il consenso di Leah, perché
intrappolare il segugio sarebbe stato pericoloso, qualunque fosse il piano che
avremmo escogitato, e questo lei avrebbe avuto difficoltà ad accettarlo.
Il piccolo soggiorno era troppo
affollato. Alice e Jasper volevano assolutamente sapere cosa era successo e io
volevo discuterne con loro in privato. Mi rivolsi a Leah:
“So cosa ti è accaduto, ma lascerò
tutto il tempo che ti occorre per affrontarla. Presto dovremo incontrarci con
Sam, il branco e gli anziani, tuttavia ti prometto che non parlerò di te. Però,
se ti trasformi lo sapranno comunque, non è vero?”
Leah assentì, aggiungendo:
“D’accordo, non mi trasformerò per il
momento. Ti ringrazio, Edward.”
Di sicuro questo era un
miglioramento; non penso che fino ad allora mi avesse mai rivolto la parola
direttamente e con cortesia.
“Alice e Jasper devono saperlo,
invece,” le spiegai. “Son certo che te ne rendi conto.”
Leah assentì di nuovo.
“Va bene allora,” conclusi. “Alice, Jasper,
andiamocene; vi dirò tutto. Kevin, Leah deve rivelarti qualcosa, ci rivedremo
domani.”
Lasciai casa Black seguito da due vampiri assai curiosi e da Seth,
curioso anche lui, ma soprattutto preoccupato per la sorella, che aveva visto
molto turbata. Per tener nascosto il segreto di Leah era necessario che anche
lui si allontanasse, per cui gli dissi di venire con noi alla spiaggia, perché
avevo bisogno delle visioni di Alice. Poi noi tre vampiri ci allontanammo a
nuoto.
Finalmente potei raccontar loro
dell’imprinting di Leah e del fatto che, ancor prima che ciò avvenisse, avevo
scoperto che Kevin era una spia molto riluttante e detestava Demetri dal
profondo del cuore. Sarebbe stato dalla nostra parte.
Alice fu deliziata da questi
sviluppi, e decise di rimanere nell’oceano ancora un po’ per tentare di avere
qualche altra visione sul futuro. Io tornai a riva, dove Seth attendeva
pazientemente, abbastanza lontano da non bloccare Alice. A lui dissi che andavo
a casa di Sam per portare Bella a dormire; era molto tardi e lei non doveva abusare
della loro ospitalità.
Era davvero strano che un vampiro
andasse a casa del capo dei lupi mutaforma, tuttavia Alice era riuscita a
mettermi in buona luce, a partire dal mio ruolo nella scoperta della spia
mandata di Demetri. Per ora il branco accettava la necessità della mia
presenza, dato che conoscevo i Volturi molto bene.
Emily, la bella moglie di Sam,
aprì la porta. Sbarrò gli occhi, arretrando di un passo e chiamando il marito.
Anche lui venne alla porta,
torreggiando su di lei. Da vero leader, aveva un controllo ferreo sui suoi
istinti e anche la vista di un vampiro con gli occhi rossi non lo turbava;
tuttavia non gli piaceva l’idea che io entrassi in casa sua.
“Sam,” dissi in fretta, “sono venuto a
prendere Bella. Torniamo ai nostri alloggi, ma devi sapere che è accaduto
qualcosa di nuovo, potenzialmente positivo. Ti chiedo di organizzare un
incontro domani con il branco, gli anziani e noi vampiri. Io ed Alice vi
spiegheremo tutto.”
“Per favore aspetta qui,” mi disse con
glaciale cortesia. Dopo pochi istanti riemerse con Bella.
“Ha detto di esserti venuto a
prendere, vuoi andare con lui?”
“Certo,” rispose lei senza esitare.
Prendi e porta a casa, cane.
Bella mi porse il braccio e la
notte fu immediatamente più luminosa. Ora volevo andarmene da lì.
“Emily, Sam, vi ringrazio. Ci vediamo
domani.”
Avevo parcheggiato la BMW a
qualche distanza da La Push, in modo da non essere visto quando eravamo entrati
nella riserva. Non era un gran camminata, ma Bella doveva essere sicuramente
stanca.
“Lascia che ti porti alla macchina,”
le proposi.
Lei assentì e io la presi in
braccio, affrettando il passo, ma non troppo.
“Se mi fai salire sulla tua schiena,
puoi correre più veloce,” osservò lei e mi resi conto che essere portata a
spalla da un vampiro non le era nuovo.
Quando arrivammo a sederci in
auto, lei rimase in silenzio per un po’. Anch’io ero ammutolito e non avevo
voglia di guidare. Pur non potendo leggerle la mente, ero sicuro che stesse
ricordando i suoi amici e che le memorie fossero dolorose. I vampiri che
avevano corso con lei erano cenere, ora. Sentii odore di sale: stava piangendo
in silenzio.
Il senso di colpa mi travolse,
avrei pianto anch’io se solo avessi potuto.
“Edward,” disse Bella in un sussurro,
“mi puoi dire che è successo con la spia?”
“Leah ha avuto l’imprinting su di lui”
“Oddio, io pensavo che, dopo Jacob,
lei non avrebbe …” esclamò, stupita.
“Beh, sei tu l’esperta dei Quileute
tra noi due,” osservai, “tuttavia, se mi ricordo correttamente, Jacob aveva
avuto l’imprinting su di lei e Leah aveva ricambiato i suoi sentimenti come una
normale ragazza umana avrebbe fatto. Poi lei diventò una muta forma, proprio il
giorno in cui lui fu ucciso, per cui non ha avuto mai l’imprinting, fino ad
ora. Sai, l’ho visto avvenire nella sua mente, e non ho mai assistito a niente
di più potente.” A parte il momento in
cui ho capito di amarti.
“Ma è un male, non è vero? Lui è
alleato di Demetri.”
“No,” la rassicurai “non lo è. È stato
mandato qui sotto ricatto, perché il segugio ha minacciato di uccidere sua
sorella e i suoi nipotini. Stava già cercando il coraggio di ribellarsi e chiedere
aiuto al branco. Ora sarà lui che ci aiuterà a intrappolare Demetri. Domani
incontreremo i Quileute e elaboreremo un piano. Ho già qualche idea, vedremo.”
Bella sembrò riflettere sulle mie
parole.
“Sarà pericoloso, soprattutto per lui,”
osservò infine. “Non so come Leah potrà sopportarlo. Temere di perdere l’uomo
che ami quando lo hai appena trovato è terribile.”
Non sapevo che dire, per cui misi
in moto la macchina, pensando di tornare al bungalow, ma Bella non voleva
ancora andare a dormire. “Senti, non ho sonno. Possiamo andare un po’ in giro?”
Sempre in silenzio io guidai fino
a che non trovai un punto panoramico, che offriva una vista spettacolare sul
lago Crescent. Un forte vento stava spazzando via le nuvole, e le acque argentee
riflettevano la falce di luna.
“È così bello,” sussurrò lei, rapita,
“Vorrei, vorrei …”
Cristo, cosa non avrei pagato per
leggerle la mente! Frustrato, avvicinai la mano al suo viso sollevandole il
capo. I suoi occhi erano scuri e profondi. “Cosa vorresti, Bella?”
“Che tu … che tu non parlassi sempre
come se dovessi andartene … Oh Edward, ti prego …” Ma le parole le mancarono e
mi afferrò per le spalle, quasi volesse scuotermi.
Chi si mosse per primo ancora non
lo so, ma le nostre labbra si incontrarono a metà strada e cominciammo a
baciarci. Questo non era il bacio controllato e pieno di rimpianto che ci
eravamo scambiati a New York. Questo era il bacio tra due persone – vampiri,
umani, non aveva importanza – affamate l’uno dell’altra. Non avevo più la forza
di resistere e le divorai la bocca. Fermati
idiota, è umana e deve respirare, anche se tu non ne hai bisogno. Bella
gemette per la perdita di contatto, così me la tirai in grembo mentre le mie
mani esploravano le sue morbide curve e il pene mi si irrigidiva. Mi ripetevo
di essere prudente, mi ripetevo che Bella era fragile come porcellana, ma lei,
senza preoccuparsene, si stringeva a me coprendomi di piccoli baci il viso e la
gola, facendomi quasi impazzire di desiderio.
Non tutte le automobili sono
adatte a fare l’amore, però, e così mi salvai da quello che ritenevo un
gravissimo errore. Se avessimo continuato così, avremmo dovuto trasferirci sul
sedile posteriore o andare nel bungalow, e questo mi fece rinsavire. Ci
baciammo ancora, ma mi stavo allontanando da lei, e Bella lo capì. Sospirando,
si sciolse dalle mie braccia e tornò sul suo sedile.
“Perché non mi vuoi?” chiese.
“Dimmelo.”
“Non ti avrò per poi lasciarti,”
risposi aspramente, “perché di sicuro dovrò lasciarti, anche se non ho parole
per dire quanto mi dispiaccia.”
Non c’era molto da aggiungere e
la riportai al bungalow. Quella notte lei mi chiuse fermamente in faccia la
porta della sua camera.
---***---
Billy Black richiamò l’assemblea
all’ordine. Kevin aveva confessato tutto e chiesto il perdono dei Quileute.
Aveva concluso che, in espiazione, li avrebbe aiutati in qualunque modo gli
fosse stato possibile. Leah rimase seduta al suo fianco tutto il tempo per
dargli coraggio. Vidi nella sua mente che gli aveva anche spiegato dell’imprinting,
il che lo faceva fluttuare come su una nuvola, perché anche lui si era
perdutamente innamorato. Anche se Leah non si era ancora trasformata, la loro
reciproca attitudine non dava adito a dubbi. Per questo motivo i mormorii e i
sussurri irati non erano tanto diretti a lui, ma piuttosto a Demetri, ai
Volturi e in parte anche a me. Ristabilito il silenzio, il Capo Black disse
formalmente:
“Penso che i nostri ospiti abbiano
qualcosa da dirci.”
Mi alzai in piedi:
“Sì, è così. Odiarmi è vostro pieno
diritto, ma anche io, come Kevin, spero di riparare almeno in parte a ciò che
ho fatto. Con Alice, Jasper e l’aiuto di Kevin intendiamo distruggere il
segugio. Ecco che cosa faremo …”

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