Attimo fuggente 15



Capitolo 15 – L’erica e il cardo

   (Bella)
Una pelle elastica, liscia e fredda. Avorio ed alabastro. Edward non è il primo vampiro che ho baciato, anzi: una volta o l’altra mi è capitato di baciare sulla guancia tutti i membri della mia famiglia adottiva, con l’eccezione di Jasper, il cui autocontrollo era meno che perfetto. In tutti i casi, la sensazione era più o meno la stessa. Ma non ho mai provato una simile scossa prima d’ora. Cosa significa? E poi il suo odore...Dio mio, il suo odore. È ingannevole, dolce come il caprifoglio o la lavanda, ma con un sottofondo di muschio amaro[i]. E non si vorrebbe mai smettere di annusarlo.
Stavo a cavallo del sellino posteriore - le braccia strette intorno al suo solido torace - mentre ce ne tornavamo in moto a New York. Non sapevo bene cosa mi avesse spinto a baciarlo. Forse era stata l’espressione seria del suo viso, una serietà mista a imbarazzo, quando aveva ammesso, senza altre spiegazioni, di essere andato a caccia di animali e non di uomini. Mi aveva commosso ed avevo reagito senza riflettere. Ora chissà che pensava di me. Ma cosa lo aveva spinto a fare quella scelta?
Potevo capire che si sentisse in colpa per il ruolo avuto nella tragedia dei Cullen, ma … si sentiva colpevole anche perché uccideva gli esseri umani? Smettere di farlo e ricorrere agli animali era una decisione enorme per un vampiro, e quelli che lo facevano erano davvero pochi. In precedenza mi aveva detto che ormai cacciava solo criminali e io gli avevo creduto. Di sicuro avrebbe dovuto essere già abbastanza, eppure evidentemente non lo era. Avrebbe continuato finché i suoi occhi non fossero diventati color topazio come quelli di Alice? Per il momento erano rosso rubino, come quelli di tutti i vampiri tradizionali. Eppure, lo avevo sognato con occhi diversi.

Ieri sera, mentre Edward era a caccia e io non riuscivo a dormire, mi ero alzata ed ero rimasta a parlare con Alice per ore. Da tanto non passavamo del tempo insieme e, per un po’, fu come se niente fosse mai accaduto e io e la mia amica più cara fossimo semplicemente sedute a chiacchierare e a scambiarci confidenze, come tante volte in passato. Alice voleva sapere cosa fosse successo tra me ed Edward, come fosse entrato nella mia vita. Glielo dissi e lei esclamò con orrore:
Tu, tu ti sei buttata dalla finestra!”
Pensavo che mi volesse usare per catturarti,” spiegai.
Oh, Bella, cosa ho fatto alla tua vita!” esclamò lei.
Me l’hai salvata, la vita, e mi hai dato una nuova famiglia.”
Lei rimase in silenzio per un po’, ma alla fine chiese:
Cosa pensi di Edward?”
Penso che sia davvero pentito e che voglia aiutarci.”
Lo credo anch’io,” disse lei, “ma intendevo qualcosa di più personale: cosa pensi veramente di lui?”
La domanda non era casuale, e cercai di scoprirne il significato recondito.
Alice, hai visto qualcosa?”
Troppo e troppo poco. Sto ancora cercando di capire,” mi rispose. “Non riuscire ad avere visioni complete è così frustrante. Ma una cosa la so senza bisogno di visioni: Edward si odia. Trasuda disperazione. Lo sai che mi ha chiesto di ucciderlo, quando il pericolo sarà passato?”
Soffocai un grido.
Non ci penso per niente, non preoccuparti. E quando mi ricongiungerò con Jasper, farò in modo che neanche lui lo faccia. Magari ne avrà voglia, ma io saprò calmarlo. È una delle ragioni per cui voglio arrivare al più presto nella Penisola Olimpica.”

Perché l’idea della morte di Edward mi era così insopportabile? Mi sentivo arrabbiata e confusa. Come osava farmi questo?
Eravamo sotto il Lincoln Tunnel e ancora non riuscivo a far chiarezza nei miei sentimenti. Intanto si era messo a piovere e una volta arrivati a Manhattan ci bagnammo come pulcini, a parte le teste, protette dai caschi.
Dobbiamo decider il da farsi,” disse Edward rallentando e voltandosi verso di me. “Tu ti devi mettere dei vestiti asciutti e prepararti una valigia e io devo mettere la moto in garage, fare i miei bagagli, e poi …”

La logistica era complicata dal fatto che Edward non voleva lasciarmi sola. Troppo pericoloso, aveva detto. Demetri era a New York e la spia poteva scoprire la mie esistenza e dirglielo, e allora …
Era diventato superprotettivo nei miei confronti. A pensarci bene, non mi aveva mai lasciato da quando mi aveva sorpreso in biblioteca, tranne quando era andato a caccia, ma allora era rimasta Alice con me. Parcheggiò la moto in un garage vicino a casa sua, poi prendemmo un taxi fino al mio appartamento, dove lui insistette perché mi facessi una doccia calda e scegliessi di mettere in valigia un abbigliamento più adatto al piovoso Washington.

La terza tappa fu alla biblioteca. Qui Edward dovette rimanere fuori: lo avevano visto e Lucy pensava – giustamente – che fosse il mio stalker. Alla direttrice dissi che avevo bisogno di tempo per me stessa: c’erano altri college che volevo esplorare, andando insieme ad un’amica del liceo che avevo ritrovato e con cui ero stata negli ultimi giorni. Avrei preso un congedo non pagato, quindi, e poi le avrei fatto sapere se intendevo ritornare o no.
Deb la prese bene, osservando che la vita che facevo a New York era troppo solitaria per una ragazza e che avevo ragione a cambiare. Non si lamentò per il fatto che la lasciassi a corto di personale; un’altra prova della sua grande gentilezza. Quel giorno Lucy non era in ufficio, così non ebbi bisogno di dirle delle bugie. Lasciai a Deb i miei saluti per lei, sollevata che non potesse farmi domande sullo stalker … che mi aspettava dietro l’angolo.

Edward fece cenno ad una altro taxi e finalmente andammo a casa sua, dove anche lui si preparò una borsa da viaggio.
Il nostro volo per Seattle è domani mattina, sempre da Newark. Ho prenotato un auto per portarci all’aeroporto. Il tempo dovrebbe mantenersi nuvoloso qui a New York e–”
“E nella Penisola Olimpica piove quasi sempre,” conclusi per lui, provando un forte senso di nostalgia. La mia terra perduta, umida e verdissima …  Tornarci mi rendeva insieme malinconica e felice.
Non ti importa di rimanere qui stanotte?” mi chiese lui. “Puoi avere la mia camera, tanto io non dormo.”
Non mi importava. Con lui mi sentivo al sicuro. Avrei dormito nel suo letto, ma … era parte della messa in scena o talora l’usava? Per quanto ne sapevo, i vampiri usavano i letti per una cosa soltanto. Aveva portato qualche femmina nel suo appartamento? L’idea mi disgustava, ma era anche eccitante. Vivendo con i Cullen, malgrado fossero molto discreti, non avevo potuto non rendermi conto della loro intensa sessualità. Inoltre, a causa dell’udito sopraffino, sapevo che erano in grado di sentire ogni cosa, quando una coppia si ritirava in camera da letto. Le mie orecchie umane, per fortuna, me lo risparmiavano, e Alice ed Esme mi proponevano regolarmente di andare a far compere o a passeggio, per dare agli altri un po’ di intimità e non mettermi in imbarazzo.
Tuttavia, non potevo fare a meno di immaginarli insieme, belli e spudorati come dei dell’Olimpo. Qualche notte fantasticavo di essere nelle stesa situazione, ma il mio amante non aveva un volto. Era tanto che non mi concedevo quel tipo di fantasia; la tragedia mi aveva spento ogni interesse, ma ora – senza che lo volessi – un'immagine mi apparve nella mente e il mio immortale aveva i bei tratti scolpiti di Edward Masen.

Oddio, sicuramente sentiva come mi batteva il cuore. Sapevo di stare arrossendo e cercai disperatamente qualcosa che servisse a distrarlo, mormorando: “Ho bisogno di un momento umano” e andandomi a chiudere in bagno.
Quando riemersi, Edward era al telefono e parlava di azioni, bonds, futures ed altri oscuri prodotti finanziari. Oscuri per me, che mi ero sempre sottratta alle lezioni di Alice in materia. Con un “Va bene, Rick, questo è tutto per ora, ci sentiamo fra un paio di settimane.” Edward concluse la sua chiamata.
Posso ordinarti qualcosa?” mi chiese sorridendo. “Ti piace la cucina cinese?”
Io dissi che l’adoravo e lui frugò in un cestino che usava per tenerci la posta. Circolari e bollette, per quel che potevo vedere.
Eccolo qui,” annunciò trionfante, mostrandomi un volantino per consegne di piatti a domicilio.
Come mai ce l’hai?” chiesi, stupita. “Tu non mangi mica.”
L’ho trovato nella cassetta delle lettere e l’ho tenuto in vista, per darmi una parvenza di normalità quando il mio agente di borsa veniva a trovarmi,” spiegò. “E ora capita a puntino.”

Ero davvero affamata, per cui esaminai il menu e feci le mie scelte; poi Edward telefonò per ordinare.
Seguì una strana, piacevole serata. Il cibo arrivò e mangiai di gusto i miei won ton a vapore e il riso fritto coi gamberi, finché non mi accorsi che Edward mi guardava fisso. Non era niente di nuovo, anche i Cullen mi fissavano quando mangiavo. Dato che l’alternativa era morire di fame, mi ci ero dovuta abituare. Esme guardava perché era felice che apprezzassi il cibo che mi aveva preparato, Carlisle voleva essere sicuro che gli alimenti fossero sani e bilanciati, Emmett era infinitamente curioso, al punto di rubarmi qualche boccone, malgrado le spiacevoli conseguenze[ii]. Rosalie affettava disgusto, ma anche lei non riusciva a distogliere lo sguardo e Alice, la mia cara Alice, aveva perso le sue memorie umane, per cui sembrava completamente affascinata.

Negli occhi di Edward c’era qualcosa di differente, però. Avevo visto le coppie Cullen guardarsi nello stesso modo, prima di andarsi ad appartare. Era concupiscenza. Mi sentii di nuovo le guance in fiamme e il cuore in tumulto. Mi passò anche l’appetito, perché quello che mi stava succedendo era sconvolgente. Ovviamente lui era attratto da me, ma cosa significava? Sapevo troppo poco di lui per essere sicura. I vampiri che non avevano trovato la loro compagna di vita erano spesso promiscui e le storie che avevo sentito su Volterra lo confermavano. Quindi ero solo un capriccio passeggero, probabilmente.
Visto che avevo smesso di mangiare, lui mi chiese se volevo guardare la televisione ma, dopo aver cambiato canale più volte, lasciai perdere. Non c’erano buoni film e gli altri programmi sembravano insulsi e incapaci di distrarmi. Così gli dissi che avrei letto per un po’ – avevo un libro da terminare – e lui si mise a suonare il piano.
Il romanzo che stavo leggendo era stato pubblicato pochi anni prima e presentava un eroe piuttosto sgradevole, uno di quei miliardari di Wall Street che a poco più di vent’anni sono ricchissimi e già stanchi di tutto, al punto di tentare di autodistruggersi, così, tanto per provare qualcosa di diverso.
In sostanza, la storia era una tenebrosa allegoria di cosa ci aspettava nel futuro, con la forbice tra i ricchi e i poveri che si allargava sempre di più, mentre violenti disordini sociali esplodevano qui e là nel mondo e omicidi politici venivano commessi davanti alle telecamere … La mia mente vagava, non riuscivo a concentrarmi. Era una trama tale da poter diventare un film, con un buon regista e un attore abbastanza bravo da renderla credibile?[iii] La musica che sgorgava dalle mani di Edward era allo stesso tempo appassionata e inquietante. Cos’era, Liszt, forse? L’educazione musicale ricevuta da Rosalie era stata utile ma limitata. Lasciando perdere il libro, mi misi ad ascoltare …[iv]
Stavo parlando con il giovane miliardario: “Tu sei il vero vampiro” gli dicevo, “e stai dissanguando il mondo senza pietà”. Aveva il viso di Edward Masen, ma i suoi occhi erano verdi-blu, non scarlatti. Lui si limitò a sogghignare …
Ora ero a letto con lui. Come era potuto succedere? Mi stava facendo cose che io non avevo mai immaginato – e neanche il goffo protagonista della mia prima ed unica esperienza sessuale. Io non gli stavo opponendo alcuna resistenza. Le sue mani erano fredde, ma mi mettevano il fuoco dentro. No, questo non era Eric, il maghetto di Wall Street; questo era Edward il vampiro, che si prendeva ogni libertà mentre io lo lasciavo fare. Le sue carezze diventavano sempre più intime, fino a che non divenni una tremante massa di desiderio. Gentilmente mi aprì le gambe e …

Il sogno svanì, lasciandomi frustrata e confusa. Dove mi trovavo? Alla debole luce della strada, diversi piani più sotto, capii che dovevo essermi addormentata sul divano, ma che poi Edward mi aveva trasportato nel suo letto. Il cuscino sapeva di lui, quindi doveva averci appoggiato la testa. Provai vergogna, temendo che, coi suoi sensi soprannaturali, si potesse esser accorto della natura erotica del mio sogno. Finalmente lo vidi: seduto su una sedia accanto al letto mi osservava, lo sguardo bruciante.
Aveva davvero visto tutto quello che avevo sognato? Non era possibile, i miei pensieri non poteva leggerli, e tuttavia …
Edward,” balbettai, “parlavo nel sonno?” 

Avevo appena pronunciato quelle parole che lui si mosse e mi prese tra le braccia. Chiusi gli occhi e li riaprii subito dopo, sentendo la fresca pressione delle sue labbra sulle mie. Ma non era la libidine a dominare ora, era tenerezza.
No, Bella. Ma qualche volta posso vedere i tuoi sogni,” disse, staccandosi da me.
Dio mio, lo sa.
Mi dispiace,” mormorai.
Di cosa ti dispiaci? Sono io ad essere dispiaciuto. Ciò che tu provi, ciò che io provo … non potrà mai essere, Bella, devi capirlo.”
 Perché?” Era un grido dal cuore, che superava ogni timidezza, ogni pudore.
Per quello che ho fatto. Perché i miei giorni sono contati e perché non so neppure se sarei capace di amarti senza ucciderti.”
I suoi giorni sono contati. Allora davvero vuole morire. Signore, come faccio a fermarlo, come posso fargli cambiare idea?
Non lo so, ma devo provarci, giurai a me stessa.

[i] Edward è scozzese e l’odore che Bella non sa ben definire è un misto di erica e cardo in fiore.
[ii] Se un vampiro mangia cibo umano, non può digerirlo, e deve poi liberarsene rigettando.
[iii] Il libro che Bella sta leggendo è Cosmopolis, di Don De Lillo. In seguito è effettivamente diventato un film, presentato a Cannes con un certo successo. E’ stato interpretato da Robert Pattinson e diretto da David Cronenberg.
[iv] Effettivamente Edward sta suonando “Un sospiro”, di Franz Liszt. Sono grata a Terenzio S per il suggerimento.


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