Amore e Psiche 1
Capitolo
1 – Se ne è andato
“Bella, devo
andare.”
“Perché? Dove?”
“Non posso dirlo.”
“Mi stai lasciando?”
“No.”
Mi strinse disperatamente tra le braccia.
“Devo andare,” ripeté, con le labbra sui miei capelli.
“Ti amo.”
E se ne è andato.
Per un po’ sono rimasta come intontita. Potevo provare
a seguirlo, ma non lo avrei fatto. Mi sentivo debole, vuota. L’essenza del
nostro rapporto era la libertà. Liberamente avevo scelto di essere sua in
eterno. Non avrei messo in discussione la sua libertà di andarsene.
Il mio cellulare squillò. Alice.
“Bella, ti ama, non ti ha lasciato. Ma ha dovuto
andarsene.“
“Tornerà?”
“Non lo so. Lo spero. Ma forse no. Forse dovrai essere
tu a trovarlo. Devi aspettare finché non saprai cosa fare. Sii forte.”
Alice chiuse la comunicazione. Provai a chiamare tutti
gli altri membri della famiglia ma non rispose nessuno. Ogni volta una voce
registrata mi diceva che l’utente non era raggiungibile.
Chiamai gli sposi e Jacob rispose. Lì era tutto a
posto, evidentemente. Parlai brevemente con Renesmee e non le dissi nulla. Come
si può dire: “Tuo padre se ne è andato e la nostra famiglia è scomparsa?” No,
visto che non capivo cosa stava succedendo, era meglio lasciarla alla sua
felicità senza nubi. Lei e Jacob erano così presi l’uno dell’altra che non si
sarebbero accorti che qualcosa non andava, a meno che non avessero cominciato a
chiamare i nostri familiari. Ma, in luna di miele, non è che si senta molto il
bisogno di farlo. Forse, in seguito, mi sarei svegliata da quest’incubo e non
ci sarebbe stato bisogno di preoccuparla.
Ero sorpresa dalla mia calma. Ma dovevo fidarmi di
Edward, dovevo fidarmi di Alice. E allora, cosa si fa quando la propria
esistenza è in sospeso? Molto bene, visto che dovevo aspettare, tanto valeva
continuare quello che eravamo venuti a fare qui a Yale. Ci eravamo scritti
insieme ad un corso di letteratura classica. Un campo nuovo per me, e
interessante proprio per tale motivo. Ora, con la memoria totale di cui
disponevo, avrei potuto imparare in fretta il latino e il greco. Anzi, avevo
già cominciato, in modo di poter leggere i testi anche in lingua originale.
Alla ricerca disperata di qualche distrazione, mi misi
a sfogliare il libri che avevamo acquistato per il corso, ed eccolo qui, il
primo autore che avremmo studiato: Apuleio, la storia di Amore e Psiche,
contenuta nel suo romanzo ‘L’asino
d’oro’.
Cominciai a leggere. Si narrava della tormentata
passione tra la principessa umana Psiche e il dio Amore, figlio di Venere. La
dea è gelosa di Psiche, bella a tal punto che gli uomini stanno abbandonando i
suoi altari per adorare lei, una semplice mortale. Infuriata, ordina ad Amore
di indurre la fanciulla a innamorarsi della più orrenda creatura che esista
sulla Terra.
Un oracolo dice ai genitori di Psiche di portare la
figlia su un monte, dove incontrerà il mostro cui dovrà appartenere. La
principessa è rassegnata al suo destino, sa di avere offeso una dea. Attende a
lungo, e poi si addormenta. Venere ordina al figlio di andare anche lui sul
monte e trafiggere il cuore di Psiche con una delle sue frecce, così che sia
costretta ad amare il mostro che le è destinato Ma, quando arriva sul posto,
Amore è così colpito dalla bellezza della vergine dormiente che volontariamente
si ferisce con i suo stesso dardo, per amarla per sempre. Ora la vuole per sé e
comanda a Zefiro di trasportarla nel suo palazzo.
Qui servi invisibili si occupano di lei e una voce
misteriosa le dice di attendere l’arrivo del suo signore, quando calerà la
notte. Figlio di Venere, Amore la seduce facilmente. Sono perdutamente felici,
ma la dea non deve sapere che il figlio le ha disobbedito. E‘ quindi necessario
mantenere il segreto. L’amante la raggiunge solo nel profondo della notte e
Psiche non deve conoscere il suo nome né vedere il suo volto.
Durante il giorno Psiche lamenta la suo solitudine e
Amore, quando lo viene a sapere, manda Zefiro a prendere le sue sorelle per
farle compagnia. Costoro, però, sono perfide e invidiose. Esprimendo maligni
sospetti, inducono Psiche a dubitare del suo amante. Temendo che lui sia
davvero il mostro che le era stato annunciato, una notte si alza dal letto e
accende una lucerna. Se la luce farà svanire l’incantesimo e lui le apparirà
con le vere sembianze, Psiche lo ucciderà, o ucciderà se stessa.
Naturalmente,
il dio addormentato è la cosa più bella che lei abbia mai visto. La sua mano
tremula fa però cadere una goccia d’olio rovente sul petto nudo di Amore, che
si sveglia e, addolorato per la mancanza di fiducia, la lascia.
Psiche, disperata, vaga per tutta la Terra, cercando il
suo amore perduto. Nell’infruttuosa ricerca, deve superare i numerosi ostacoli
che Venere mette sul suo cammino. Deve persino scendere nell’Ade, rischiando la
vita, per ottenere da Proserpina una certa scatola magica. Ancora una volta la
curiosità la perde. Apre la scatola e precipita in un sonno simile alla morte.
Tuttavia Amore non l’ha davvero lasciata e, non visto,
l’ha seguita durante tutte le sue tribolazioni. Ora è convinto che Psiche l’ami
quanto lui ama lei, malgrado le sue umane debolezze. Supplica quindi Giove di
ordinare a sua madre di smettere di perseguitare la donna mortale che gli ha
preso il cuore. Giove acconsente, e la principessa viene trasportata
sull’Olimpo, dove si risveglia e viene nutrita con l’ambrosia. Così diventa
anche lei una dea e può sposare Amore, con cui rimarrà per sempre. Nasce loro
una figlia, che viene chiamata Voluttà.
Che storia incantevole, pensai, momentaneamente
distratta dalla mia angoscia. Una trama che ha ispirato molte favole, La Bella
e la Bestia, tanto per nominarne una. Ci sono tanti livelli di lettura. Amore,
Eros in greco, rappresenta il corpo, l’aspetto fisico della passione. Quando si
unisce a Psiche, che vuol dire anima, l’amore è completo. Ma rimane un mistero,
avvolto dalle tenebre. Se si prova a disperderle, l’amore svanisce.
Volevo saperne di più, per cui mi misi al computer,
digitando ‘Amore e Psiche’ su un motore di ricerca. C’erano moltissimi
risultati, e tanti riferimenti ad opere d’arte. C’erano anche dipinti e statue.
Una riproduzione mi colpì in modo particolare. Sembrava una copia del gruppo di
Canova che è al Louvre, ma con una differenza. Amore, senza ali, è dietro a
Psiche, che ha la testa abbandonata sul suo braccio destro, mentre con la mano
si tende per raggiungere le ciocche dei suoi capelli. Lui le carezza un seno
con la mano sinistra. Stanno per baciarsi. La sensualità che emana dalle due
figure è straordinariamente coinvolgente ….
Io so
cosa si prova ad essere amata da un dio di marmo.
Le memorie della mia vita umana mi vennero addosso.
Non le avevo perdute, ma si erano attenuate, mentre ora mi travolgevano. Mi
allontanai dal computer sdraiandomi sul divano. Io non ho più dormito, da
quando Edward mi ha trasformata, e quindi non posso sognare, ma in quel momento
non ero completamente sveglia. Una visione, un non-sogno mi possedeva. Ero
Bella Cullen, ma ero anche Psiche, che attende il suo amante nel buio della
notte …
Dovrebbe
scagliare il suo dardo, ma lei è così bella. Non farà quello che sua madre gli
ha chiesto. Carezza la freccia finché non raggiunge la punta. Forgiata da
Vulcano, può penetrare qualunque cosa, anche la sua pelle. Volontariamente si
punge e si innamora.
Chiama
i venti amici che sono spesso gli aiutanti degli dei, e la fa magicamente
trasportare lontano dalla montagna. Ora lei è in un palazzo, dove servi
invisibili provvedono ai suoi bisogni e una voce incorporea le dice di
attendere in camera l’arrivo del suo signore, quella notte. E’ questo il suo
destino, è questo il mio destino?
Nell’oscurità
sta venendo da me. E’ il mio Eros di marmo, il dio dalla pelle fredda che mi
manda in fiamme. E’ il mostro che Psiche sta aspettando, che l’avrà e la
divorerà. Dita gelide mi sfiorano la pelle, lasciando una scia di fuoco, dalla
fronte alla bocca, toccando le labbra che si aprono per loro. Poi scendono più
in basso, oltre la gola fino al centro del petto e carezzano prima un seno, poi
l’altro. Ora le sue labbra sono sulla bocca di Psiche. Inalo il profumo del suo
fresco respiro. Un mostro non ha il diritto di avere quest’odore, le labbra di
un mostro non possono essere così dolci. Si baciano, la lingua fredda di lui
nella bocca di lei accende fuochi ovunque, anche nel profondo del ventre. Ma
lei non può baciarlo a sua volta. Le sue labbra non si aprono per lei.
Ora
lui le bacia la gola, nel punto dove pulsa l’arteria. Si irrigidisce, un
ruggito sordo scuote il busto marmoreo stretto al petto di lei. Avverte i suoi
denti sfiorarle la pelle. Allora davvero è un mostro e sta per divorarla? Il
tempo si ferma. Lui ha smesso di respirare. Come è possibile? Non le fa alcune
male, invece, e ora le sta baciando ancora la gola, poi la sua bocca scende più
giù, a così le sue mani. Lei si sente carezzata, adorata, ma il fuoco che
avverte in basso sta divenendo insopportabile e lui deve averlo capito, perché
ora le sue labbra fredde sono proprio lì, avide e impudiche. Ma non bastano, il
fuoco c’è ancora. Lei vuole di più, vuole tutto di lui. Lo sente eretto, pronto
per lei. Lui non parla, ma nella sua immobilità c’e una domanda. Lei risponde muovendosi
verso di lui. Un affondo rapido, un piccolo dolore. Lui attende di nuovo, poi
ancora si muove, e lei si muove con lui. Ora l’oscurità è piena di colori,
quanti ne ha l’arcobaleno e anche di più. Ma stanno cadendo insieme in una
fornace che è bianca, un bianco accecante che li inghiotte e li consuma.
Amore
e Psiche sono una cosa sola adesso, ma non possono vedersi, ancora non si
conoscono.
Notte
dopo notte lui la raggiunge nel letto. Nel buio non c’è vergogna, per cui lei
si fa audace e scopre il suo corpo perfetto. Impara che ci sono cose che lo
fanno tremare, gemere e ruggire, sono suoni di piacere e suoni di passione, ma
non c’è mai una parola. Non potrà sopportarlo a lungo
Non
c’è bisogno di odiose sorelle che le dicano che deve procurarsi un lume, così
da svelare l’inganno e disperdere l’illusione, così da ucciderlo, spaccandogli
il cuore prima che lui la divori. Ridicolo, non c’e’ pugnale che lo possa
ferire. E poi lei non vuole ucciderlo, lo vuole conoscere, vuole vedere il suo
viso, vuole udire la sua voce, vuole sapere i suoi pensieri. Quando era bambina
le sagge comari dicevano che è meglio non conoscere chi ami, ma lei non era
d’accordo.
Una
notte Psiche sistema una lampada accesa nel piccolo guardaroba che si apre
sulla sua stanza e chiude bene la porta. Durante la notte si scioglie dalle sue
braccia e va verso lo stanzino. Lo ha fatto altre notti, perché il suo corpo è
umano e ha certe necessità, per cui lui non ha alcun sospetto. Più veloce del
lampo apre la porta, prende la lampada e lo illumina. E’ il più bell’uomo che
abbia mai visto, disteso sul letto come una statua giacente. Lui si alza, e lei
si sente morire dentro. Che cosa ha fatto?
Il non-sogno e la memoria diventano una cosa sola,
quando lui, finalmente, parla:
“Devo andare.”
“Perché? Dove?”
“Non posso dirlo.”
“Mi stai lasciando?”
“No.”
Amore la stringe disperatamente tra le braccia.
“Devo andare,” ripete, con le labbra sui suoi capelli.
“Ti amo.”
E se ne va.
(Nota: ho volutamente mischiato pensieri e sensazioni edi Psiche e di Bella, A voi decifrarle, se volete.)

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